IL DIAMANTE

INVESTIMENTO E BENE RIFUGIO

INTRODUZIONE

Gentili Investitori,

Precisiamo che, il prezzo dei diamanti reperibili in commercio è libero, al pari di altri beni d'investimento alternativi, come possono essere un immobile, un quadro, un' opera d'arte monete antiche, francobolli etc...

Il valore di tutti i beni del mondo sono definiti in base alla famosa legge internazionale dello scambio commerciale, scaturita dall'incontro tra domanda e offerta.

Pertanto sul mercato dei diamanti nazionale e internazionale si trovano diamanti che hanno le stesse caratteristiche tecniche, ma con prezzi totalmente differenti, con variazioni anche di notevole entità.

Questo è dovuto in gran parte alle diverse politiche commerciali, ai diversi servizi offerti ed alle migliori fonti di approvvigionamento di alcuni operatori del settore rispetto agli altri.

In questo settore molto insidioso il risparmiatore si trova sempre in difficoltà e corre grossi rischi economici già al momento dell'acquisto, a meno che non ricerchi il supporto di un serio professionista del settore, che lo guidi e lo aiuti a fare la scelta giusta per il proprio investimento in questa vera e propria giungla di prezzi.

Un aiuto fondamentale, per evitargli di acquistare diamanti trattati (o peggio ancora " falsi ") che non rientrano nei requisiti e parametri di garanzie internazionali.

La competenza sulla materia, come per tutti gli investimenti, è indispensabile per evitare che l'Investitore possa fare scelte che lo porteranno a commettere gravi errori, con conseguenze economiche molto negative.

La INTRADE S.A.S., già operante dal 1981 nel commercio di preziosi come fornitore ufficiale nel canale tradizionale delle gioiellerie, dal 2016 attraverso il marchio DF DIAMANTI E FINANZA si pone come Dealer qualificato nel mercato internazionale dei diamanti.

Soddisfiamo in pieno tutti i requisiti necessari per fornire :

  • servizi di consulenza e vendita verso i risparmiatori
  • collaborazioni commerciali con gli Intermediari finanziari ( Promotori, Consulenti, S.G.R., Asset Management, Istituti di Credito etc..)

Infatti grazie alla nostra lunga esperienza maturata in 35 anni di attività, è stato possibile realizzare una vasta documentazione tecnico / illustrativa riguardante il meraviglioso mondo dei diamanti; il bene rifugio per eccellenza, il più prezioso e affascinante.

Una raccolta d'informazioni ampia e trasparente, ricca di notizie e curiosità, che non mette in rilievo il solo valore economico di questa pietra meravigliosa.

I contenuti sono il frutto di una grande passione e dedizione per il nostro lavoro, e sono rivolti all'investitore con l'obiettivo di fornirgli gratuitamente un valido supporto informativo e didattico.

La nostra politica commerciale si basa sin dal 1981 su 4 valori fondamentali: onestà - etica - professionalità - trasparenza commerciale.

Nella laboriosa documentazione che segue, sono stati affrontati tutti gli aspetti del Diamante; ci siamo impegnati per proporli con una terminologia semplice rendendo i contenuti di facile lettura, certi di avervi fatto cosa gradita.

I principali temi che seguiranno, riguardano ad esempio :

  • la formazione dei diamanti
  • cenni storici
  • come si determina il suo valore
  • i vantaggi di questa tipologia d'investimento
  • la rivalutazione costante + 215 % in 23 anni
  • la tabella comparativa dei prezzi- aspetti tecnico/scientifici
  • analizzeremo le 5 C
  • diamanti falsi - trattati e migliorati artificialmente - imitazioni- insidie - pericoli
  • come evitare acquisti sbagliati
  • come verificare attraverso il nostro servizio gratuito se il Diamante che volete acquistare ed i relativi certificati siano veri o falsi
  • le regole fondamentali - consigli utili
  • le nostre considerazioni
  • materiale didattico….e tanto altro, con il solo fine di far capire al nostro investitore su cosa sta investendo parte dei suoi sudati risparmi.

I contenuti nella " GUIDA AI DIAMANTI " risulteranno molto preziosi per la vostra scelta; saprete su cosa e dove investire, da chi acquistare con notevoli vantaggi economici, evitando sicuramente tante problematiche.

La divulgazione di tale documentazione è indice da parte Nostra di massima trasparenza commerciale e tutela verso l'acquirente affinché, dopo una paziente ma interessante lettura, sia in grado di valutare per il meglio.

Poiché questa tipologia di investimento prevede l'acquisto fisico del bene, questo fattore si rileverà di estrema importanza in quanto inciderà notevolmente sul rendimento atteso; per tal motivo le nostre offerte commerciali soddisfano in pieno questi requisiti.

Seguendo i nostri consigli, la scelta di acquistare un diamante da investimento per una sana diversificazione del proprio portafoglio, potrebbe tradursi in un'ottica di medio / lungo periodo in un buon investimento e non in una spiacevole sorpresa, come spesso accade.

Per qualsiasi informazione, siamo a vostra disposizione al n. verde o via fax o mail

DF - DIAMANTI E FINANZA è un marchio di proprietà di INTRADE S.A.S. dal 1981



11 Consigli utili per comparare e scegliere un Diamante.
  1. I certificati di analisi devono essere uguali e autentici.
  2. Le pietre da comparare devono avere al 100% stesso Peso - Colore - Purezza.
  3. Le proporzioni di taglio, pulitura e simmetria devono riportare i stessi valori.
  4. La fluorescenza deve essere identica.
  5. Padiglione, Cintura e Tavola devono avere percentuali di tolleranze il più simili possibili.
  6. Il venditore deve essere un'azienda seria, preferibilmente con decenni di attività.
  7. Il venditore dovrà avere sedi storiche attive ed essere reperibile con tutti i mezzi di comunicazione (linee telefoniche, fax, email, etc.).
  8. I diamanti non devono provenire da zone di conflitto, in accordo con risoluzioni ONU.
  9. Il costo finale del diamante deve considerarsi I.V.A. inclusa. Pretendete la fattura
  10. Il diamante deve essere naturale senza aver subito trattamenti atti a migliorarne artificialmente il valore.
  11. I certificati del diamante devono appartenere a primari istituti gemmologici internazionali la cui analisi è riconosciuta in tutto il mondo ( I.G.I.-H.R.D.-G.I.A.)





  12. PERCHÈ ACQUISTARE UN DIAMANTE

    Oltre ad essere un ottimo investimento economico, i diamanti rappresentano da sempre la rarità, la purezza e sono il dono più prezioso che la natura ha concesso all'uomo.
    Sono il simbolo tangibile di quei valori che sono andati perduti nel corso degli anni.
    Il diamante è la pietra regina della gioielleria non solo per il suo valore, ma per la specifica caratteristica di rifrangere la luce in tanti riflessi cristallini e bagliori magici che solo un diamante può dare.
    I diamanti che la Intrade s.a.s. brand Modena Gioielli propone, sono i testimoni perfetti e simboli tradizionali di ricorrenze e occasioni indimenticabili.

    I diamanti esprimono:

    • Amore e apprezzamento.
    • Successo, affermazione e benessere.
    • Bellezza, eleganza e fiducia.

    Tali valori rappresentano uno status.

    In essi è racchiusa una forte componente emotiva, poiché sottolineano momenti importanti rendendoli ricordi tangibili.
    Il diamante esprime energia e, allo stesso tempo, aiuta ad aumentare e riconfermare l'autostima personale.
    Gemma tra le gemme, il diamante simbolo di forza e positività è il solo a poter materializzare il Vostro sentimento per l'eternità.








    CENNI STORICI

    FUOCO, ARIA, ACQUA, TERRA
    ATTRAVERSO 3.3 MILIARDI DI ANNI LA NATURA
    HA CREATO LA GEMMA TRA LE GEMME
    "IL DIAMANTE"

    Sebbene il diamante sia la gemma più dura conosciuta dall'uomo, la sua composizione è molto semplice: si tratta di comune carbonio, come la grafite delle matite, ma con un punto di fusione di circa 4.000 gradi centigradi, cioè due volte e mezzo il punto di fusione dell'acciaio. Miliardi di anni fa le forze naturali di calore e di pressione trasformarono miracolosamente il carbonio in diamante nel calderone di magma fuso che si trovava nelle profondità della terra. La massa vulcanica in cui questa cristallizzazione avvenne, salì e irruppe attraverso la crosta terrestre raffreddandosi nei filoni di kimberlite o lampronite.
    Ed è infatti in questi filoni che ancora oggi si trovano la maggior parte dei diamanti.

       

    Non si sa quando fu trovato il primo diamante, si sa però, da un antico testo, che in India, già nel IV secolo a.c., si scambiavano diamanti e che fino al XVIII sec. l'India rimase l'unico produttore.
    I greci non conoscevano i diamanti (nonostante il nome derivi dal greco "adamas" = invincibile). credevano che fossero frammenti di stelle caduti sulla Terra. Alcuni di loro dicevano che erano le lacrime degli dei. Un'altra leggenda narrava dell'esistenza di un valle inaccessibile dell'Asia centrale tappezzata di diamanti, custodita da uccelli rapaci dall'alto e da serpenti dagli occhi assassini sulla terra.
    I romani, invece, li stimavano sia nell'utilizzo per le incisioni, che come talismani.







    PERCHÈ I DIAMANTI SONO COSÌ PREZIOSI

    Tutto ciò che è molto raro è anche prezioso.


    I diamanti, formatisi miliardi di anni fa, sono rari perché solo pochi sono sopravvissuti al rischioso percorso dalla profondità della terra alla superficie.
    Tutti i diamanti sono rari, ma quelli destinabili alla gioielleria sono ancora più rari.
    Di questi, meno del 5% superano il carato.
    Ottenere una quantità relativamente piccola di pietre, sia per gioielleria che per uso industriale, non è facile nemmeno con la tecnologia odierna.
    Approssimativamente devono essere estratte e lavorate 250 tonnellate di kimberlite per ottenere un diamante da gemma di un carato di buona qualità.
    Ove possibile, la considerevole quantità di materiale di scarto prodotto, è disposto in modo da minimizzare l'impatto con l'ambiente esterno.


    Miniere
       
    Miniere
       
    Estrazione dei diamanti
               

    Diamanti in roccia
       
    Diamanti assortiti grezzi
       
    Diamanti assortiti tagliati






    LA GEMMA PIÙ INTERNAZIONALE

    Prima che un diamante raggiunga la mano di una donna, probabilmente tocca almeno quattro continenti e le mani di centinaia di persone. Infatti è necessaria l'esperienza di molti abili artigiani per il complicato processo di estrazione e rifinitura di un diamante.
    Nonostante i diamanti siano stati estratti per la prima volta in India più di 2800 anni fa, la moderna industria si sviluppò solo alla fine del diciannovesimo secolo con le prime scoperte in Sud Africa. Oggi, tuttavia, i cinque maggiori paesi produttori di diamanti garantiscono il 90% del volume dell'approvvigionamento mondiale di diamanti grezzi . Il Sud Africa, invece, ne fornisce più della metà in termini di valore. I paesi produttori più importanti sono: Botswana, Namibia, Sud Africa, Angola, Russia, Zaire, Australia.
    I maggiori produttori di diamanti attualmente presenti sul mercato sono:

    • La DE BEERS, un colosso sudafricano che ha una quota di mercato di circa il 40%;
    • ALROSA, il gigante russo che ha il 95% della produzione nel proprio paese, oltre ad avere il 20% di quella mondiale;
    • BHP BILLITON - RIO TINTO - LEV LEVIEV ; queste tre multinazionali (e altri minori) gestiscono il mercato, per la percentuale rimanente.
       

    Questi produttori, attraverso attrezzature e geologi ricercano i " camini di Kimberlite," formazioni vulcaniche che contengono diamanti; in media solo 5 miniere su 1000 meritano di essere sfruttate dopo che si è ottenuta la concessione.
    La roccia vulcanica viene estratta in blocchi, sminuzzata in frammenti, e grazie anche all'impiego dei raggi x, si individuano le gemme.
    Abili selezionatori dividono i grezzi di diamante per colore, forma, trasparenza,dimensioni etc.. . Il più grande produttore al mondo, la De Beers, detiene il 100% della D.T.C. ( Diamond Trading Company ).

    Questa Società, si occupa della commercializzazione dei diamanti estratti anche di altri produttori che usano questo canale di vendita, grazie a contratti e accordi fatti con la casa madre ( De Beers ).
    Ogni anno, sono 10 gli appuntamenti ( Sightholders ) organizzati dalla D.T.C. nelle principali sedi dove solo 70 clienti di primaria importanza, prendono visione dell'assortimento di diamanti grezzi preparati precedentemente in base alle loro richieste.
    Ognuno dei 70 clienti, non può permettersi di rifiutare per più di due volte il pacchetto proposto e oggetto di acquisto, pena l'essere cancellato dalla lista dei compratori della D.T.C., perdendo di conseguenza lo status di compratore privilegiato.

    I diamanti acquistati, sono regolati da precise regole etiche, e di massima professionalità imposte da il Kimberley Process ente di controllo preposto per evitare che i diamanti provengano da zone di conflitto e sfruttamento illegale di lavoro minorile, e che non siano stati usati come merce di scambio per acquistare armi.
    I 70 compratori, avviano poi il processo di taglio dei diamanti grezzi nelle principali piazze di taglio, che successivamente vengono venduti ai compratori di diamanti tagliati, (esempio Intrade s.a.s.) i quali, attraverso i canali di vendita, l'immettono sul mercato vendendoli agli operatori del settore, che a loro volta si operano per rivenderli al consumatore finale.







    IL DIAMANTE - ETERNO SIMBOLO D'AMORE

    Fino al XV secolo soltanto i re indossavano diamanti come simbolo di forza, coraggio e invincibilità.
    Col passare dei secoli, i diamanti sono diventati il dono d'amore per eccellenza.
    Si diceva infatti, che le frecce di Cupido avessero la punta di diamante, pietra che possedeva un ineguagliabile potere magico.

    Dai tempi più antichi i diamanti sono sempre stati associati all'amore e alle leggende. La parola diamante viene dal greco adamas "invincibile", e suggerisce l'eternità dell'amore.
    I Greci, peraltro credevano che il fuoco del diamante riflettesse la costante fiamma dell'amore eterno.

    Per milioni di persone in tutto il mondo il fuoco, il mistero, la magia, la bellezza e il fascino che un semplice solitario emana, dicono tutto quello che il cuore prova ma che le parole non sono in grado di esprimere.

    La tradizione dell'anello di fidanzamento con diamante si instaurò solo nel 1477 quando l'arciduca Massimiliano d'Austria donò un anello con diamanti a Maria di Burgundia. La ragione per cui le donne indossano l'anello all'anulare della mano sinistra risale invece ai primi Egizi. Infatti essi credevano che la vena amoris (la vena dell'amore) corresse direttamente dal cuore alla punta dell'anulare della mano sinistra. Durante il regno di Elisabetta I° vennero denominati "scribbling rings" per la moda di usarli per scribacchiare messaggi d'amore. Si dice che proprio Elisabetta I° corrispondesse con Sir Walter Raleigh in questo modo.

    Per un numero sempre crescente di giovani coppie nei primi anni di matrimonio, la tradizione di regalare una veretta d'anniversario con diamanti che esprime "l'amore senza fine" è l'unico simbolo di riaffermazione d'amore. È una tradizione che va affermandosi sempre di più ogni anno.









    COME SI RIVELA LA BELLEZZA DI UN DIAMANTE

    Un diamante grezzo assomiglia così tanto ad un ciottolo qualsiasi, che la maggior parte delle persone non lo degnerebbe di uno sguardo.
    È l'abilità del tagliatore di diamanti che svela la fiera bellezza che giace nascosta nelle pietre.
    L'abilità richiesta per quest'arte è stata tramandata nei secoli, di generazione in generazione, ed è un'arte per la quale non sono ammessi errori. Il rischio non è soltanto per la pietra in sé, bensì per le tante ore, addirittura mesi di lavoro, che sono richiesti per tagliare e pulire ogni gemma. È interessante sapere che durante questo lungo procedimento, ogni diamante perde in media il 50% del suo peso originario.

    La bellezza di un diamante dipende dal modo in cui esso riflette la luce. Il tagliatore deve sfaccettare la pietra in maniera tale che la luce venga riflessa all'osservatore, possa penetrare dalla parte superiore, riflettere all'interno e fuoriuscire dall'alto.
    In questo modo viene riflessa la maggior quantità di luce e il diamante risplende con il suo fuoco, la sua brillantezza e il suo scintillio.

    I centri di taglio sono spesso lontanissimi dalle zone di estrazione; Infatti l'industria dei diamanti è veramente internazionale.
    Sparsi in tutto il mondo, i principali centri di taglio si trovano a New York, Anversa, Tel Aviv e Bombay. L'industria dei diamanti è molto importante per questi paesi. Ad esempio, solo in India sono impiegate circa 750.000 persone. In Israele lavorano 10.000 persone, in un'industria che rappresenta circa il 25 % degli introiti totali provenienti dall'esportazione israeliana.


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    1. Si traccia il diamante prima del taglio per sfaldatura o laser.
    2. Divisione di un diamante per sfaldatura.
    3. Diamante tagliato a brillante rotondo.
    4. Disco diamantato che sega un diamante grezzo.
    5. Sfaccettatura di un diamante.







    LA FORMA O IL TAGLIO DI UN DIAMANTE

    La precisione e la delicatezza con cui viene tagliato un diamante determinano la sua brillantezza, il suo fuoco e quindi la sua bellezza.

    Per l'acquirente è soltanto una questione di gusto individuale e la scelta è limitata solo dall'abilità e immaginazione del tagliatore. Il taglio a brillante è la forma più conosciuta, ma esiste un'ampia varietà di forme che va dalle più tradizionali a marquise, goccia, smeraldo, ovale, baguette, carrè o cuore sino alle più fantasiose e creative.

    I tagli a fiore, introdotti recentemente, cominciano ad essere popolari e sono un unico matrimonio tra l'arte dei tagliatori e la tecnologia moderna.




    1. Il taglio rotondo a brillante è il più conosciuto di tutti i tagli del diamante.
    2. Il taglio ovale è un adattamento del taglio a brillante. Esso sembra più grande di una pietra rotonda della stessa caratura.
    3. Marquise è il nome dato alla forma allungata e con gli angoli appuntiti.
    4. Il taglio a cuore è forse il più romantico fra i tagli a fantasia.
    5. Il taglio a smeraldo è rettangolare o quadrato con faccette lungo tutti i lati e sugli angoli.
    6. Il taglio a goccia è anch'esso un taglio a brillante.
    7. Il taglio quadrato, anche chiamato Princess, "rinforza" la brillantezza e lo scintillio.







    LE 4 C

    GUIDA ALLA QUALITÀ ED AL VALORE DEL DIAMANTE

    Tutti i diamanti sono rari, ma alcuni sono più rari di altri e quindi di maggior valore.
    Dato che i diamanti hanno un valore molto elevato, prima di acquistarli, è essenziale disporre di un sistema di misurazione per comparare le molteplici, diverse qualità.
    A questo scopo, tra gli anni 1940 e 1950, il G.I.A. (Gemological Institute of America) ha sviluppato l'International Diamond Grading System ™ e le 4 C.
    Per determinare le caratteristiche e il valore di un diamante, bisogna conoscere le famose 4 C.
    La migliore combinazione di queste quattro caratteristiche determina il maggior pregio del diamante.



    PESO IN CARATI (Carat weight)

    Il peso dei diamanti, come quello delle altre gemme, si esprime in carati.
    La parola carato ha origine dall'antichità, quando si usavano i semi di carrubo, dal peso sorprendentemente regolare, per pesare le gemme.
    Nel 1914 fu unificato il sistema e il carato venne preso come unità di misura a livello internazionale,
    corrispondente a 0.20 grammi ovvero un quinto di grammo ( 1 carato = 0.20 grammi ) - ( 5 carati = 1 grammo ).
    Ma nemmeno una unità di misura così piccola e abbastanza precisa, poteva competere negli anni dopo il 1914 grazie all'introduzione delle prime bilance di precisione per quell'epoca, si rese necessario una misurazione del peso ancora più dettagliata e precisissima, anche in virtù dei prezzi dei diamanti che inesorabilmente aumentavano di anno in anno e anche uno scostamento di frazioni di carato significavano soldi.
    Così fu suddiviso il carato in punti con l'equivalente che 100 punti sono uguali a 1 carato, che a sua volta ricordiamo pesa 0.20 grammi.
    Già nel 1980 furono introdotte sul mercato costosissime bilance elettroniche, capaci di pesare il carato in millesimi ( 1000 ) anziché in centesimi ( 100 punti ).
    Pertanto 1 carato può essere scritto in due modi:
    1,000 espresso in millesimi oppure 1,00 espresso in centesimi.



    DIAMETRO PESO DIAMETRO PESO DIAMETRO PESO

    MM CT MM CT MM CT
    1,1 0,005 5,2 0,52 8,8 2,54
    1,4 0,01 5,3 0,55 8,9 2,62
    1,6 0,015 5,4 0,59 9 2,71
    1,7 0,02 5,5 0,62 9,1 2,8
    1,9 0,025 5,6 0,65 9,2 2,9
    2 0,03 5,7 0,69 9,3 2,99
    2,1 0,035 5,8 0,73 9,4 3,09
    2,2 0,04 5,9 0,76 9,5 3,19
    2,3 0,045 6 0,8 9,6 3,29
    2,4 0,05 6,1 0,84 9,7 3,4
    2,5 0,06 6,2 0,89 9,8 3,5
    2,6 0,065 6,3 0,93 9,9 3,61
    2,7 0,07 6,4 0,98 10 3,72
    2,8 0,08 6,5 1,02 10,1 3,83
    2,9 0,09 6,6 1,07 10,2 3,95
    3 0,1 6,7 1,12 10,3 4,07
    3,1 0,11 6,8 1,17 10,4 4,19
    3,2 0,12 6,9 1,22 10,5 4,31
    3,3 0,13 7 1,28 10,6 4,43
    3,4 0,15 7,1 1,33 10,7 4,56
    3,5 0,16 7,2 1,39 10,8 4,69
    3,6 0,17 7,3 1,45 10,9 4,82
    3,7 0,19 7,4 1,51 11,1 5,09
    3,8 0,2 7,5 1,57 11,2 5,23
    3,9 0,22 7,6 1,63 11,3 5,37
    4 0,24 0,8 1,7 11,4 5,51
    4,1 0,26 7,8 1,77 11,5 5,66
    4,2 0,28 7,9 1,83 11,6 5,81
    4,3 0,3 8 1,91 11,7 5,96
    4,4 0,32 8,1 1,98 11,8 6,11
    4,5 0,34 8,2 2,05 11,9 6,27
    4,6 0,36 8,3 2,13 12 6,43
    4,7 0,39 8,4 2,21 12,1 6,59
    4,8 0,41 8,5 2,29 12,2 6,76
    4,9 0,44 8,6 2,37 12,3 6,92
    5 0,47 8,7 2,45 12,4 7,09
    5,1 0,49









    PUREZZA (Clarity)

    Grazie alla sua origine naturale, ogni diamante è unico e non ne esistono due uguali.
    Più un diamante è puro, più è raro e prezioso.
    Quasi tutti i diamanti presentano al loro interno delle disomogeneità strutturali o dei piccoli cristalli di diversa natura e queste caratteristiche sono chiamate inclusioni o caratteristiche interne.
    Il numero, il colore, le dimensioni e la posizione delle stesse determinano il grado di purezza di ogni diamante.






    Vi sono diversi sistemi di graduazione internazionale per classificare le caratteristiche interne del diamante (G.I.A.,IDC, CIBJO e SCAN D.N.).
    Attualmente un diamante privo di caratteristiche interne ed esterne è classificato con la sigla FL (flawless) secondo il sistema GIA.
    In tutti gli altri sistemi, GIA compreso, considerando solo le caratteristiche interne,
    il grado più elevato viene definito con la sigla IF (internally flawless) o "loup clean" ( puro alla lente x 10 ingrandimenti ).







    COLORE (Colour)

    Tutti i diamanti sono belli, indipendentemente dal loro colore. Tuttavia più un diamante si avvicina alla totale assenza di colore, più è raro e prezioso.
    Il G.I.A. ( Gemmological Institute of America ) ha perfezionato una "scala del colore" che parte dalla D ( diamante incolore ) alla Z ( diamante giallo o marrone ).
    Ognuna delle lettere della scala non indica un colore ben preciso, ma piuttosto una gamma di colore basata sulla combinazione di tono ( grado di luminosità di una tinta) e saturazione ( forza ed intensità di un colore ).

    La combinazione di questi due elementi dà vita alla profondità della tinta, rappresentante la misura che indica il grado di maggiore o minore visibilità del colore.

    Esistono diamanti perfettamente incolori che sono molto rari ( D, E, F, G e H), mentre la maggior parte dei diamanti estratti presentano una lieve colorazione ( I, J, K o L ) e sono definiti, dal bianco sfumato al bianco leggermente colorito.
    Questa terza "C", vista l'impercettibilità delle distinzioni fra i loro gradi di colore, è la più difficile da determinare, anche per quello che riguarda la differenza di prezzo tra una categoria ed un'altra.
    Per tale classificazione, è richiesta strumentazione elettronica, e capacità professionali elevate.
    Tuttavia per diamanti con massa inferiore a 0.25 la classificazione del colore diventa più ardua.

    I diamanti classificati dalla ( M alla Z ) presentano una colorazione più accentuata e sono eccezionalmente rari.




    COLORAZIONE DEL DIAMANTE




    Diamanti F - G colour Tondo - Goccia - Cuore - Smeraldo
    Bellissimi diamanti colorati vari tagli






    TAGLIO (Cut)


    Questo fattore è uno dei 4 parametri "4 C" ed è di fondamentale importanza per determinare il valore commerciale del diamante.
    Il grezzo viene prima sottoposto ad una attentissima analisi da parte del tagliatore che, grazie anche a sofisticate apparecchiature elettroniche e con l'uso di software particolari applicati al PC, riesce a determinare i vari tagli applicabili anche in virtù di precise esigenze commerciali, prendendo anche come riferimenti il peso e la purezza del grezzo.
    Una volta decisa la strategia da intraprendere, si procede al taglio mediante raggio laser.



      



    Il diamante con taglio brillante per essere perfetto (Ideal Cut), deve rispettare dei valori predefiniti.

    Più i valori delle proporzioni rientrano nell'ideale, più la luce che attraversa il diamante gli conferirà maggiore brillantezza e luminosità.


    Il modo in cui viene tagliato un diamante può influenzare la purezza e il colore, di conseguenza può avere ripercussioni sul valore finale della gemma.
    Il taglio regola il diamante e la luce che lo circonda facendo si che gli elementi interagiscano al meglio tra loro, determinando l'aspetto finale della gemma.
    Il fattore taglio, è sempre più considerato nell'attuale mondo della gemmologia, ed è per questo che negli ultimi anni sempre più professionisti gli hanno dedicato nuovi studi.
    Per poter definire meglio il taglio di un diamante dobbiamo considerare la fattura.
    La fattura di una gemma è il prodotto delle proporzioni e delle finiture.

    PROPORZIONI

    Le proporzioni di un diamante contribuiscono al corretto comportamento della luce che attraversa la gemma stessa, influenzando la brillantezza (rifrazione) e il fuoco (dispersione).
    Qui di seguito riportiamo la sezione di un diamante taglio brillante che rappresenta il 98 % dei diamanti più venduti in assoluto, con le percentuali ideali di taglio e le relative tolleranze.

    Il brillante è un diamante tagliato con 57 faccette che, sommate alla faccetta dell'apice, ove presente, diventano 58 . Le faccette sono così distribuite: 1 sulla Tavola, 32 sulla Corona, 24 sul padiglione ( 1 sull'apice quando presente ). Sulla cintura non vi sono faccette.
    • La percentuale di tavola deve avere un campo di variazione compreso tra il 50 ed il 60 per cento del diametro della cintura;
    • L'angolo della corona si colloca tra i 25° ed i 35° ;
    • Il padiglione ha una percentuale di profondità compresa tra il 40 e il 44 per cento rispetto al diametro della cintura;
    • Lo spessore della cintura deve avere una percentuale oscillante tra il 2 e il 5 per cento del diametro della cintura stessa.

      



    Non tutte le pietre, per vari motivi, possono essere tagliate con questa precisione, quindi vi illustriamo gli altri valori.

      


    COMPORTAMENTO RIFRAZIONE DELLA LUCE IN BASE AL TAGLIO


    Il taglio è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce.

    1. In un diamante tagliato correttamente, la luce viene rifratta e dispersa al suo interno e come tale viene successivamente riflessa da una faccetta all'altra del padiglione fino a giungere all'esterno della pietra attraverso la corona e la tavola, sottoforma di luce bianca e di lampi di luce di ogni colore.
    2. e un diamante viene tagliato con un padiglione troppo profondo, una parte della luce si perde dopo la prima riflessione all'interno, uscendo dalla parte opposta del padiglione stesso.
    3. Se il padiglione è poco profondo, la luce esce prima che possa essere riflessa.

    In un diamante tagliato correttamente, la luce viene rifratta e dispersa al suo interno e come tale viene successivamente riflessa da una faccetta all'altra del padiglione fino a giungere all'esterno della pietra attraverso la corona e la tavola, sottoforma di luce bianca e di lampi di luce di ogni colore.

      


    Proporzioni di un diamante nei 3 fattori di valutazione:

    FINITURA - POLITURA - SIMMETRIA


    Le proporzioni di un diamante contribuiscono al corretto comportamento della luce che attraversa la gemma stessa, influenzando la brillantezza (rifrazione) e il fuoco (dispersione).
    Un raggio di luce che penetra attraverso la tavola di un diamante con proporzioni scadenti, fa un percorso improvvisato, magari uscendo immediatamente attraverso il padiglione. In questa situazione l'aspetto del diamante si dimostrerà scuro e affatto vivace, probabilmente perchè sarà stato tagliato con una scarsa considerazione sulle percentuali di profondità.
    Mentre, se le proporzioni saranno perfette, il risultato finale vedrà un diamante luminoso e luccicante.  
    La Finitura è un elemento cardine che influenza l'aspetto finale di un diamante e il risultato che arriva agli occhi di un ammiratore.
    La Finitura di un diamante è il risultato della combinazione di due fattori:

    • Politura
    • Simmetria


    Politura: è il termine con cui si indicano le condizioni totali della superficie globale del diamante.
    Per una corretta valutazione del grado di politura di un diamante, bisogna tenere in considerazione aspetti quali, abrasioni, tacche, incavature, linee di politura, cintura grezza e graffi , che coinvolgono la superficie del diamante.
    Simmetria: con questo termine invece, si intende la precisione e l'equilibrio con il quale si è tagliato un diamante.
    Nel momento in cui si valuta la simmetria di una gemma, si tengono in considerazione elementi come l'apice o la tavola fuori centro, tavola e cintura non paralleli, faccette non perfettamente appuntite, tavola non perfettamente ottagonale oppure faccette distorte. Una più precisa posizione e coincidenza degli angoli di queste ultime, conferisce al diamante una diversa qualità della simmetria.
    Anche uno solo di questi fattori, se presente, potrebbe contribuire a squilibrare l'aspetto simmetrico di un diamante.


    Qui di seguito riportiamo le definizioni usate per descrivere la qualità relativa al
    TAGLIO - SMMETRIA - POLITURA


    • DEEP CUT = TAGLIO PROFONDO
    • SHALLOW CUT = TAGLIO BASSO
    • FINE CUT = TAGLIO BUONO
    • IDEAL CUT = TAGLIO IDEALE / PERFETTO
    • FAIR CUT = TAGLIO DISCRETO / MEDIOCRE / SUFFICIENTE
    • POOR CUT = SCARSO / POVERO / SCADENTE / INSUFFICIENTE
    • EXCELLENT = EX - ECCELLENTE
    • VERY GOOD = VG - OTTIMO
    • GOOD = GD - BUONO
    • STANDARD = COMUNE



    DIAMANTI TAGLIO FANTASIA

    RADIANT EMERALD HEART MARQUISE
    OVAL PEAR PRINCESS ASSCHER
















    CERTIFICATO (Certificate)

    La certificazione di ogni diamante assume un’importanza strategica per individuare con precisione e affidabilità le caratteristiche del diamante stesso che ne determinano l’effettivo valore. Sul mercato si trovano tantissime certificazioni, ma molte hanno scarsissima affidabilità. Solo i diamanti accompagnati dai 3 certificati internazionali più importanti I.G.I. - H.R.D. - G..I.A. assicurano la certezza della veridicità dei valori riportati e sono riconosciuti in tutto il mondo.



    • I.G.I. ( International Gemmological Institute ) Istituto Gemmologico Internazionale
    • H.R.D. ( Hoge Raad voor Diamant ) Alto Consiglio per i Diamanti
    • G.I.A. ( Gemmological Institute of America ) Gemmologico Istituto d'America




          

          


          


    CERTIFICATI INTERNAZIONALI

    CONSIDERAZIONI E VALUTAZIONI SUI PIU' IMPORTANTI E DIFFUSI CERTIFICATI D'ANALISI GEMMOLOGICHE

    Le nostre valutazioni e considerazioni sono il frutto di 35 anni di esperienza nel settore dei diamanti e sono condivise in gran parte dai più importanti operatori a livello mondiale.



    Il GIA ( Istituto Gemmologico d'America) è un'organizzazione no profit che si dedica alla ricerca ed all'educazione nel campo della valutazione delle pietre preziose e dei gioielli fondata nel 1931. Studiano tutti i gradi e tipi di pietre preziose. Oltre ad avere laboratori che si occupano della valutazione, il GIA istruisce attraverso dei corsi i gemmologi e hanno anche una funzione di supporto a livello molto profondo per l'industria del diamante.
    Al momento il certificato GIA è quello maggiormente riconosciuto a livello mondiale per quello che riguarda l'analisi dei diamanti. È il principale istituto gemmologico del mondo con sede in Carlsbad in California; ha uffici in molte città di tutti i continenti del mondo che impiegano più di 1400 scienziati, educatori ed analisti. Svolge un intenso lavoro di ricerca e vengono utilizzate le tecniche e le attrezzature più all'avanguardia.
    è il certificato più apprezzato al mondo per gli altissimi standard qualitativi, può essere definito il certificato di paragone per tutti gli altri.
    La sua diffusione in Italia e in Europa in generale non è amplissima.


    Affidabilità dell'analisi della pietra altissima; nostro giudizio







    L'American Gemmological Society - AGS (Società americana della gemmologia) è un'organizzazione i cui iscritti sono principalmente gioiellieri, fornitori, appassionati del settore e commercianti.
    La compagnia esiste dal 1934; comunque i suoi laboratori (American Gem Society Laboratories - AGSL), sono stati fondati nel 1996. Nel 2004 è stata creata una divisione dotata di strumenti di valutazione più avanzati.
    L'AGLS ha creato i suoi standard di valutazione del diamante (con una diversa classificazione per le valutazioni tecniche) ed è il maggior competitor del GIA; ha una solida reputazione presso l'industria del diamante.
    Fondata da un gruppo di gioiellieri indipendenti è famoso per gli standard etici e professionali in America, anche se poco conosciuto ed utilizzato in Europa ancora meno del GIA.


    Il nostro giudizio di affidabilità è altissimo e la nostra valutazione è







    L'HRD di Anversa è principalmente di proprietà World Diamond Center di Anversa (Centro mondiale di diamanti di Anversa), che stato fondato nel 1973 e rappresenta l'industria dei diamanti del Belgio. Anversa è una delle principali sedi della compravendita dei diamanti.
    Gli standard di valutazione utilizzati dall'HRD sono molto simili e vicini a quelli adoperati dal GIA.
    In aggiunta, seguono le regole di valutazione decise dal International Diamond Council (Consiglio Internazionale dei diamanti). I laboratori dell'HRD sono molto affidabili.
    è il più antico istituto d'Europa, i suoi standard sono eccellenti. Apprezzato e diffuso a livello internazionale, ha in Europa ed in Italia una maggiore diffusione rispetto al GIA.
    Affidabilità molto, molto alta.


    Nostro giudizio







    L'IGI di Anversa, International Gemmological Institute (Istituto gemmologico internazionale), è stato fondato nel 1975 ed ha la sua sede centrale ad Anversa, che è una delle piazze chiave per quello che riguarda il commercio dei diamanti. Dispone però di diverse succursali collocate in tutto il mondo che lo rende il laboratorio con la maggiore presenza sul territorio internazionale. è anche una scuola di gemmologia. Dato l'enorme numero di laboratori, può succedere che per la valutazione vengano adottati dei criteri di valutazione leggermente differenti tra una sede e l'altra; comunque l'istituto si sta riorganizzando al fine di standardizzare le procedure.
    Conosciuto ed apprezzato a livello internazionale, è senz'altro il più diffuso e commercializzato in Europa e specialmente in Italia.
    Nonostante adotti dei criteri di valutazione leggermente meno rigidi di quelli adoperati dal GIA, l'affidabilità resta comunque molto alta.


    Nostro giudizio







    L'IGL, International Gemmological Laboratories (Laboratori Gemmologici Internazionali), sempre di Anversa, è un ente di valutazione i cui laboratori godono di una buona reputazione; il certificato che viene rilasciato dai suoi laboratori contiene un'accurata documentazione sull'identità del diamante e l'analisi viene effettuata seguendo criteri di valutazione riconosciuti a livello internazionale.
    La stessa pietra viene fatta analizzare da più gemmologi in modo da fornire una descrizione delle caratteristiche che sia la più accurata possibile; la particolarità di questi laboratori è la maggiore attenzione che dedicano all'analisi del taglio del diamante.
    Tra le 4 "C", il taglio (cut) è la caratteristica sulla quale questi laboratori hanno investito maggiormente sia come ricerca che come strumentazione adottata.
    Nell'ambiente i certificati IGL godono di una buona reputazione, sia da parte dei grossisti che dei consumatori; ha infatti ottenuto l' ISO 9001:2008 - RONET, quale riconoscimento di qualità ed affidabilità a livello internazionale.
    Un'altra particolarità, è data dal fatto che l'IGL certifica anche gioielli, perle e qualsiasi tipo di pietra preziosa e semipreziosa.
    Da non confondersi con IGL Italia.
    Affidabilità: discreta / buona.


    Nostro giudizio







    L'EGL- The European Gemological Laboratory (Laboratorio Gemmologico Europeo) fondato nel 1973 ad Anversa, godeva di una buona reputazione ma negli anni a causa di varie riorganizzazioni interne ha perso di credibilità; infatti, può accadere che se la stessa pietra da loro certificata, venisse a sua volta analizzata ad esempio dal GIA il risultato dell'analisi sarebbe in peggiorativo di uno o due step sia per il colore che per la purezza, perché utilizzano dei criteri di valutazione meno rigorosi. Dispone di più laboratori che agiscono in diverse parti del mondo (EGL Honk Kong- EGL Israel- EGL India). In Italia hanno una commercializzazione quasi nulla e sono poco apprezzati dagli operatori professionisti, proprio per la scarsa attendibilità dei risultati d'analisi.

    Gode di maggiore diffusione in Europa, specie in Belgio .

    Affidabilità: discreta / mediocre.


    Nostro giudizio







    Il GSI- Gemological Science International (Scienza gemmologica internazionale), è un laboratorio indipendente di valutazione di pietre preziose con sede principale a New York nel cuore del distretto dei diamanti, che sta cominciando ad espandere la propria presenza sul mercato globale attraverso l'apertura di sedi in altre città degli Stati Uniti, in India, in Israele ed in Belgio. Il punto di forza di questo laboratorio d'analisi è dato dalla tempestività dei risultati delle loro analisi e da una più stretta collaborazione con i clienti ( i dettaglianti e le grandi catene di negozi, rappresentano la maggioranza della loro clientela). I loro standard di valutazioni sono simili, ma non uguali, a quelli applicati dal GIA e dall'IGI.

    In Italia sconosciuto e poco utilizzato, pertanto la nostra valutazione è frutto di considerazioni estrapolate da quanto detto dagli operatori del settore a livello internazionale.


    Nostro giudizio: non possiamo esprimere un giudizio proprio perché in Italia non ha un peso rilevante.







    PGS-Professional Gem Sciences, Inc. (Scienze professionali della gemma), ha sede a Chicago e Los Angeles e fornisce servizi per l'identificazione e la certificazione delle pietre preziose. Offre i suoi servizi dal 1980.

    Oltre alla certificazione PGS, il laboratorio offre anche una dettagliata valutazione del diamante conosciuta come "Expert Opinion Certificate of Quality" ("Opinione dell'esperto certificato di qualità"). In questo certificato vengono riportate tutte le caratteristiche del diamante ed un diagramma o mappa delle inclusioni che lo rendono riconoscibile. Offre anche servizi di verifica di controllo del diamante e si occupa anche dell'incisione a laser degli stessi su richiesta.

    Gli standard seguiti per la valutazione sono molto simili a quelli dell'EGL, ma nel settore questo ente gode di maggiore reputazione.

    In Italia sconosciuto e poco utilizzato, pertanto la nostra valutazione è frutto di considerazioni estrapolate da quanto detto dagli operatori del settore a livello internazionale.

    Affidabilità discreta.


    Nostro giudizio







    GCAL- Gem Certification and Assurance Lab (Laboratorio di certificazione e assicurazione della gemma) è un laboratorio con sede nel Diamond Building di New York ed opera principalmente in Nord America, ed è di proprietà di un avvocato che ha operato per molti anni nel settore preziosi . Si occupa della certificazione e valutazione delle pietre preziose ed anche dell'incisione a laser. Gli standard di valutazione utilizzati sono simili a quelli del GIA e del AGLS, con un margine di tolleranza un po' più ampio; la pietra viene analizzata da due gemmologi sotto la supervisione di un esperto. Per rafforzare la credibilità del loro certificato, rispetto ai due maggiori competitor in territorio americano (GIA e AGLS), adotta una particolare procedura di garanzia per risarcire il cliente rispetto alla possibilità di errore umano nella loro valutazione.

    In Italia è sconosciuto e poco utilizzato, pertanto la nostra valutazione è frutto di considerazioni estrapolate da quanto detto dagli operatori del settore a livello internazionale.


    Nostro giudizio: non possiamo esprimere un giudizio proprio perché in Italia non ha un peso rilevante.



    CONCLUSIONI


    In generale esistono decine di istituti che si occupano di fare perizie sulle pietre preziose, sia in Italia che all'estero hanno dimensioni molto meno importanti e le cui valutazioni sono troppo influenzate dalle opinioni personali,vista la minore disponibilità di personale ed attrezzature professionali. Quindi le certificazioni da loro rilasciate non hanno riconoscimento presso gli operatori professionali del settore e non sono comunque certificati riconosciuti a livello internazionale

    Di seguito riportiamo ( a fine puramente esplicativo ) alcuni esempi di risultati di analisi gemmologica, effettuati sullo stesso diamante da diversi laboratori:


    Esempio di differente valutazione del colore


    I prezzi riportati nelle seguenti 3 tabelle sono ricavati dal nostro listino
    e si riferiscono al risultato delle analisi dello stesso diamante da parte dei 6 laboratori.
    I PREZZI SONO IVA 22% COMPRESA - CAMBIO EURO / DOLLARO USA 1.07 - 08/12/2015


    ANALISI 1

    RISULTATO ANALISI EFFETTUATA SULLA STESSA PIETRA - DIAMANTE TONDO CT. 0,33

    CERTIFICATO ANALISI GIA IGI EGL-USA EGL-HK EGL-ISRAEL HRD
    COLORE E E E D D F
    PUREZZA VS1 VS1 VS1 SI1 VVS2 VS1
    TAGLIO VG VG VG EX VG VG
    POLITURA VG VG G EX VG VG
    SIMMETRIA VG VG G EX VG EX
    FLUORESCENZA NULLA NULLA NULLA NULLA NULLA NULLA
    QUOTAZIONI PIETRA NOSTRO LISTINO € 920,00 € 920,00 € 920,00 € 890,00 € 990,00 € 900,00


    ANALISI 2

    RISULTATO ANALISI EFFETTUATA SULLA STESSA PIETRA - DIAMANTE TONDO CT. 1,00

    CERTIFICATO ANALISI GIA IGI EGL-USA EGL-HK EGL-ISRAEL HRD
    COLORE J J J H H J
    PUREZZA VS1 VS1 VS1 VS1 VVS2 VS1
    TAGLIO G G I VG VG G
    POLITURA EX EX VG VG VG EX
    SIMMETRIA VG VG VG VG VG VG
    FLUORESCENZA FORTE FORTE MEDIA TENUE LEGGERA FORTE
    QUOTAZIONI PIETRA NOSTRO LISTINO € 6.320,00 € 6.320,00 € 6.320,00 € 8.220,00 € 8.450,00 € 6.320,00


    ANALISI 3

    RISULTATO ANALISI EFFETTUATA SULLA STESSA PIETRA - DIAMANTE TONDO CT. 1,62

    CERTIFICATO ANALISI GIA IGI EGL-USA EGL-HK EGL-ISRAEL HRD
    COLORE E E E D D E
    PUREZZA SI1 SI1 VS2 VS2 VS1 VS2
    TAGLIO EX I I EX EX VG
    POLITURA EX EX VG EX EX EX
    SIMMETRIA EX EX VG EX EX VG
    FLUORESCENZA TENUE TENUE NULLA NULLA NULLA NULLA
    QUOTAZIONI PIETRA NOSTRO LISTINO € 17.280,00 € 17.280,00 € 21.550,00 € 24.200,00 € 27.300,00 € 21.550,00


    Come si evince dalle nostre valutazioni i primari certificati IGI HRD e GIA, sono quelli dai risultati più similari.



    La scala di valutazione parte da un minimo di 0 stelle ad un massimo di 7. Le valutazioni sono il frutto della considerazione di diversi parametri.







    FLUORESCENZA


    Insieme alle 4 C è uno dei fattori importanti nella valutazione dei diamanti.



    Alcuni Diamanti se esposti ad una luce ultravioletta, mostrano uno scintillio visibile chiamato fluorescenza che è un fenomeno naturale, che incide sul 28% circa dei diamanti .

    La sua classificazione è suddivisa in 5 valori :
    • NONE = ( NULLA )
    • FAINT / VERY SLIGHT = ( DEBOLE / LEGGERA / LIEVE )
    • MEDIUM / SLIGHT = ( MEDIA )
    • STRONG = ( FORTE )
    • VERY STRONG = ( MOLTO FORTE )


    Anche se la fluorescenza dei diamanti può essere di diversi colori ( arancio- gialla- bianca etc ...), quella più comune è blu.
    I Diamanti con fluorescenza NULLA ( NONE ) o al massimo DEBOLE / LEGGERA ( FAINT ) sono senz'altro da preferire perché più apprezzati e commercialmente più costosi di quelli aventi valori maggiori .
    Non può in linea di massima essere vista come un difetto, ma bensì come una caratteristica di alcuni diamanti; infatti in caso di condizione di luce normali, la fluorescenza di norma non ha un effetto sull'aspetto del diamante ( difficilmente visibile ad un occhio poco esperto ).
    Però nei casi di diamanti con fluorescenza forte e molto forte, la pietra può apparire lattiginosa, (MILKY ) e questo la rende meno bella e, di conseguenza, viene proposta sul mercato con prezzi inferiori.
    Allo stesso modo, in alcuni diamanti giallastri, una media fluorescenza biancastra, può aiutare a far apparire la pietra migliorativa nel colore e per tal motivo qualcuno la reputa addirittura vantaggiosa; per questa ragione non è considerata per forza un difetto.
    La scelta dei vari valori della fluorescenza, assume un fattore importante, nel caso si debbano usare insieme in gioielleria più diamanti ( ad esempio per fare un collier con un elevato numero di pietre ); in questi casi, è consigliabile utilizzare pietre aventi più o meno lo stesso valore al fine di non renderle diverse in base al variare delle condizioni dell'illuminazione.


    DIVERSI ESEMPI DI FLUORESCENZA.







    OSSERVAZIONE DI UN COLLIER IN DIAMANTI

               
               
    SOTTO LUCE NORMALE
    FLUORESCENZA NON VISIBILE
                SOTTO LUCE ULTRAVIOLETTA
    FLUORESCENZA VISIBILE

    SI NOTINO LE DIFFERENTI COLORAZIONI DI FLUORESCENZA.









    IL DIAMANTE COME BENE RIFUGIO - L'INVESTIMENTO E LA RIVALUTAZIONE


    Gentile amico investitore,

    la crisi economica, le continue speculazioni finanziarie, le tasse e le patrimoniali dello Stato hanno cambiato non solo il nostro modo di investire ma soprattutto le nostre certezze sul rischio degli investimenti e la sicurezza dei nostri risparmi.

    L'investimento in titoli di stato non rende più! Le azioni sono un terno al lotto! Gli immobili sono ormai solo una fonte di costi e tasse! I diamanti invece sono un investimento anonimo, esentasse che si è rivalutato costantemente, ancora di più nei periodi economici peggiori.

    Oggi purtroppo sappiamo che non esiste più l'investimento sicuro, e anche quello che abbiamo accumulato nel tempo è a rischio !

    Molti italiani sono alla ricerca di protezione e porti sicuri e stanno valutando delle alternative. Ecco perché sempre più persone si stanno ora interessando all'investimento in diamanti.

    L'acquisto di un diamante, che sia a scopo di investimento o di inserimento in un anello o altro gioiello, è sempre all'ordine del giorno, nonostante la crisi.

    Anzi! La crisi ha pure aumentato il fenomeno, visto che sempre più persone ricorrono alle pietre preziose come bene rifugio che conserva e aumenta stabilmente il suo valore nel tempo.

    In realtà però comprare un diamante non è un'operazione semplice. E soprattutto si rischia, se non si sa nulla del mercato, di strapagare la gemma e/o acquistare una pietra mediocre. Tutto questo purtroppo sarà palese solo dopo qualche anno, quando si cercherà di rivendere il diamante e si riceveranno valutazioni spesso inferiori a quanto pagato anni prima.

    Se fino a ieri non avevi molte possibilità di scelta, oggi è un errore imperdonabile affidarsi a intermediari sbagliati e perdere le opportunità di guadagno. Che tu voglia investire in un diamante o acquistare una pietra per il tuo anello di fidanzamento, sappi che una scelta sbagliata all'acquisto ti creerà un sacco di delusioni.


    Senti l'esigenza di difendere il tuo capitale da inflazione, crisi, tasse e svalutazioni.

    L'investimento in diamanti rimarrà sempre un investimento solido e sicuro per le sue svariate caratteristiche. Anzitutto bisogna ricordare, cosa questa di non poco conto, che un diamante è trasportabile e vendibile in tutto il mondo, anche nelle situazioni politico - sociali più estreme e difficili. Datti la possibilità di toccare con mano i tuoi risparmi e quindi di tenerli sotto controllo in ogni momento. È un bene rifugio per eccellenza. Bisogna anche tener conto delle piccole dimensioni dei diamanti, considerando il loro alto valore.

    Proprio questo, e la loro facile occultabilità ne hanno favorito il trasporto in momenti storici drammatici durante i quali altri beni da investimento non erano sicuramente trasportabili. L'investimento in diamanti è al portatore che può, quindi, essere trasferito e rivenduto con estrema facilità in tutto il mondo, naturalmente, a condizione, che sia sempre accompagnato da un certificato di garanzia internazionale.

    Guardando allo scenario economico attuale, nei prossimi anni il trend del mercato dei diamanti, sarà per forza di cose rialzista.



    BLISTER CON DIAMANTE FINANZIARIO / INVESTIMENTO






      Dalla fine del 2015 , il prestigioso istituto gemmologico GIA non sigilla più i diamanti nei blister, ma li identifica attraverso un procedimento chiamato DLS (Diamond Laser System)  

     

     

    I vantaggi di acquistare un diamante finanziario


    Acquistare un diamante presenta notevoli vantaggi:

    • E' un bene rifugio che grazie ad un mercato oligopolistico si è rivalutato costantemente e stabilmente:
      + 214 % dal 1993 al 2014 riferimento diamanti da carati 4.00 a 4.99 colore F purezza VS1 a protezione totale del tuo patrimonio.
    • E' indipendente dalle vicende economiche e politiche: crisi finanziarie, guerre, caduta di governi, non influenzano le quotazioni dei diamanti.
    • E' un bene fisico, tangibile che potrai tenere in mano, a differenza di un'azione o un'obbligazione , in solo 1 cm si puó raccogliere anche un valore di € 352.000.
    • E' un bene sovrannazionale riconosciuto e vendibile in tutto il mondo, in Italia come in qualunque paese estero, anche nelle situazioni politiche e sociali più difficili.
    • E' un oggetto raro ed esclusivo ci sono voluti da 1 a 4 miliardi di anni per formarsi.
    • Ti consente di diversificare il tuo portafoglio finanziario.
    • E' un investimento esentasse, non si paga imposta di bollo o capital gain sulle plusvalenze o tassa di successione; inoltre ti protegge da future patrimoniali o aumento delle tasse sui risparmi, a differenza di quanto avviene per i guadagni provenienti da azioni od obbligazioni dove è prevista una tassazione al 26% . Anche gli immobili sono soggetti a forte tassazione, IMU-TARI-TASI, oltre all'incidenza dell'aliquota del 20% sulle plusvalenze ( in alcuni casi).
    • Ti consente di mantenere l'anonimato: non c'è nulla di segnato in banca o su qualche registro, non va dichiarato nella denuncia dei redditi e non rientra nei parametri del redditometro.
    • E' facilmente trasportabile e può passare di mano in mano di generazione in generazione ed è cedibile a terzi senza restrizioni.
    • Inattaccabile dal fuoco, e alla maggior parte degli acidi esistenti, non si usura.
    • E' un bene non deperibile , non richiede manutenzione , è destinato a durare per l'eternità.
    • Tutto ciò che è raro, nel tempo è destinato ad aumentare di valore.
    • Si paga solo l' I.V.A. al momento dell'acquisto. Non ci sono commissioni di entrata nè spese di gestione.
    • Puoi portarli all'esterno senza nessun problema. Non rilevabili da metal detector, in caso di controllo basta esibire la fattura commerciale che ne leggittima il possesso indentificandone la proprietà.
    • Tantissimi vantaggi in più che solo Noi possiamo offrirti.

     

     

      DIAMANTI + 214 %
    CT. 4.00 - colore F
    purezza VS1

     

    DIAMANTI - ORO - INFLAZIONE

     

    Rendimenti tra Diamanti taglio Brillante ( Tondo ) a confronto dal 31/12/1993 al 24/10/2014

    ( Dati elaborati da Diamanti e Finanza , fonte listino internazionale dei diamanti Rapaport ).

     

     

     

    I Diamanti nel medio lungo periodo, hanno regalato grandi soddisfazione all’investitore, in special modo nella tipologia di caratura tra i 4.00 e i 4.99 nel colore F - purezza VS1 - taglio tondo ( Brillante ) . Con un + 214 % è stata tra le migliori performance , tra le diverse carature - colore - purezze di diamanti, registrata nel periodo di tempo dal 31/12/1993 al 24/10/2014, con un rivalutazione media annua di oltre il 10% meglio della media pari al + 144.37 %
    ( Fonte grafico Il Sole 24 Ore ).
    I guadagni ricavati dai diamanti, non sono attualmente tassati.

     

     



    PROIEZIONE DELL'IPOTETICA RIVALUTAZIONE FUTURA
    DELL'INVESTIMENTO FINO AL 2037
    SULLA BASE DELL'ANDAMENTO STORICO DEGLI ULTIMI 23 ANNI E 3 MESI
    DAL 31/03/1993 AL 17/03/2017
    TIPOLOGIA DIAMANTI CT. 4 COLORE F PUREZZA VS1
    FONTE LISTINO RAPAPORT IN $ U.S.A.
    PREZZO BASE IPOTETICO 10.000
    Elaborazione Intrade s.a.s.
    Copyright

    PROIEZIONI DELL' INVESTIMENTO NEL TEMPO

    ANNO IMPORTO
    2037 30.700
    2032 26.560
    2027 18.280
    2022 14.140
    DAL 18 - 03 - 2017 10.000









    CONCLUSIONI

    Per concludere ricordiamo e raccomandiamo, che l'investimento in diamanti, non è di tipo speculativo e pertanto vanno inquadrati in un'ottica di medio lungo periodo (oltre gli 8 anni).
    La percentuale consigliata da destinare a questo investimento varia tra il 5 e il 15 % del proprio patrimonio.
    A nostro giudizio, per tutti i risparmiatori saranno scelte pietre di facilissima rivendibilità dal costo di acquisto per ogni singolo diamante variabile tra i 2.000 / 4.000 Euro.
    Per l'investitore più evoluto anche importi maggiori fino a 9.500 Euro a diamante.
    Per gli appassionati, investitori, amatori, collezionisti ben oltre i 10.000 Euro .

    Quali preferire per il mercato Italiano

    Il colore del diamante sarà scelto tra la scala di colore D e H.
    La purezza potrà variare tra la scala IF e SI1 .
    Proporzioni valori tra ( buone- molto buone - eccellenti ) .
    Fluorescenza meglio se nulla o lieve

    Certificati esclusivamente ( I.G.I. - H.R.D. - G.I.A. ).

    Diamanti chiusi e sigillati in blister trasparenti anti falsificazione dei rispettivi Istituti di analisi.









    DIAMANTI - DISINVESTIMENTO

    Disinvestimento: NO PROBLEM !

    Questo servizio che offriamo esclusivamente per i nostri clienti, per diamanti dal costo minimo di € 2.000 è molto importante.

    Ciò permette di trasformare i diamanti d'investimento ( precedentemente acquistati dalla Intrade S.A.S. ) in liquidità, sfruttando il valore aggiunto maturato dell'investimento.

    La Intrade S.A.S. si impegna a ricollocare in brevissimo tempo, ( per mezzo di un incarico di vendita su mandato rilasciato dal preponente ai sensi degli art. 1703 e 1704 c.c. ) tali gemme al prezzo di quotazione pubblicato nel listino prezzi sul proprio sito.

    Ricordiamo, che il nostro listino è in diretta relazione con quello universalmente usato da tutti gli operatori del settore e di tutte le Borse Diamanti sparse nel mondo.

    La rivendita non comporterà particolari difficoltà visto le caratteristiche e il prestigio del certificato che accompagna ogni diamante venduto dalla INTRADE S.A.S.

    Precisiamo che il cliente che voglia disinvestire è consapevole che la Intrade S.A.S. non assume nessun obbligo di riacquistare i diamanti; tuttavia in caso di disinvestimento, la Intrade S.A.S. si impegna a :

    1. Accettare, indipendentemente dal periodo trascorso dalla data d'investimento, il mandato a vendere dei diamanti;
    2. Farsi carico di iscrivere il mandato sull'apposito registro dei " Mandati a vendere della clientela " in rigoroso ordine cronologico;
    3. Evadere gli ordini pervenuti alla scrivente stessa utilizzando prioritariamente i diamanti registrati come da punto 2, rispetto a pietre di qualsiasi altra provenienza.

    I diamanti in rivendita dovranno pervenire nella ns. sede di Roma con tutta la documentazione relativa.

    A garanzia del cliente, le pietre saranno custodite in banca ( cassetta di sicurezza ) e coperte da assicurazione contro ogni sinistro fino all'eventuale rivendita sul mercato che avverrà attraverso il proprio sito per tutta la durata prevista sul mandato a vendere.

    In caso di mancata vendita, il proponente potrà riconfermare un nuovo mandato a vendere .

    In caso di vendita la Intrade S.A.S. si impegna a liquidare entro 10 giorni al proponente ( cliente ) il corrispettivo al netto della commissione applicata.

    Il proponente riconosce ( solo in caso di rivendita) ai sensi di legge alla Intrade S.A.S. un compenso soggetto a i.v.a. vigente determinato nella percentuale del 6% sulla somma liquidata.

    Per la commissione applicata 6% verrà rilasciata regolare fattura.







    GLOSSARIO DEI DIAMANTI

    Brillantezza:
    Luce bianca riflessa attraverso la parte superiore di un diamante. Se un diamante viene tagliato nelle giuste proporzioni, si avrà una maggiore riflessione della luce dalle faccette, con conseguente aumento della brillantezza.

    Taglio a brillante:
    Un diamante rotondo con 58 faccette. Questa forma e la disposizione delle faccette sono studiate per massimizzare la brillantezza, lo scintillio e la bellezza di un diamante.

    Carato:
    Unità di peso dei diamanti. è equivalente a 200 milligrammi o 1/5 di grammo. Tanto tempo fa in India si utilizzavano i semi del frutto del carrubo per misurare il peso delle gemme, per la rara proprietà di tali semi di avere tutti lo stesso peso. Oggi si pensa che la parola "carato" sia derivata da "carrubo". Poiché sono sempre più rari, i diamanti più grossi costano molto di più delle pietre più piccole.

    Purezza:
    Una scala su cui ci si basa per descrivere il livello di "imperfezioni" o "inclusioni".

    I livelli di purezza comprendono:
    FL
    = Flawless. Nessuna inclusione interna o esterna di qualsiasi genere visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto. è il livello massimo di purezza, corrispondente alle pietre più rare e costose.

    IF = Internally Flawless. Nessuna inclusione interna visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto, ma potrebbero esservi alcune piccolissime imperfezioni esterne nella finitura.

    VVS-1 = Very Very Small inclusion 1. Solitamente si tratta di un'unica piccolissima inclusione visibile a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.

    VVS-2 = Very Very Small inclusion 2. Piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti solo da un occhio esperto.

    VS-1 = Very Small Inclusion 1. Molto piccole inclusioni visibili 10 ingrandimenti.

    VS-2 = Very Small Inclusion 2. Diverse molto piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

    SI-1 = Small Inclusions 1. Piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

    SI-2 = Small Inclusions 2. Diverse piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.

    SI-3 = Small Inclusions 3. Inclusioni visibili a occhio nudo solo da un osservatore esperto.

    I-1 = Included 1. Inclusioni visibili a occhio nudo.

    I-2 = Included 2. Molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza.

    I-3 = Included 3. Molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza e compromettono la struttura del diamante, rendendolo più fragile.

    Nuvola:
    Un gruppo di piccolissime inclusioni all'interno di un diamante che provoca un effetto tipo "macchia". Nuvole piccolissime non alterano il flusso luminoso ma molte nuvole possono diminuire la brillantezza.

    Colore:
    Una scala su cui ci si basa per descrivere le sottili sfumature di colore di una pietra. La lettera D si riferisce alle pietre perfettamente incolori, le più rare e costose. Spostandosi lungo la scala normale del colore dalla D alla Z, le tonalità gialle e/o marroni aumentano progressivamente. Solo un osservatore esperto in condizioni di illuminazione particolari è in grado di vedere la differenza tra due livelli successivi (come E ed F). Comunque, molte persone, con un minimo di esperienza, sono in grado di vedere la differenza fra colori che lungo la scala distano fra di loro diverse lettere (come E e H). I colori "fantasia" (fancy) esulano dalla tradizionale scala del colore e vengono classificati a parte per quanto riguarda il colore e il prezzo.

    Scala del colore D = bianco eccezionale + E = bianco eccezionale F = bianco extra + G = bianco extra H = bianco I-J = bianco leggermente colorito K = bianco colorito M, N-O, P, S-Z = colorito

    Castone:
    Una faccetta nella parte inferiore di un diamante. è preferibile avere un diamante con castone medio-piccolo. Se il castone è grande, si ha l'impressione che vi sia un foro nella parte inferiore della pietra, a causa dello sparpagliamento della luce. Se manca il castone, il diamante si può danneggiare con maggior facilità.

    Taglio:
    Utilizzato comunemente con riferimento sia alla forma di una pietra (rotonda, a goccia, ovale, ecc.) che alle proporzioni di taglio (le esatte proporzioni geometriche secondo le quali viene tagliato un diamante). Le proporzioni di una pietra sono il parametro più importante per valutare lo scintillio di un diamante, indipendentemente dalla sua forma.

    Taglio ideale:
    Diamanti rotondi perfettamente proporzionati (con profondità % e tavola % tali da creare il miglior compromesso tra fuoco e brillantezza). Questi diamanti presentano quasi sempre i massimi livelli di lucentezza e simmetria, evidenziando l'estrema cura riposta nella loro lavorazione. L'abilità e la perizia utilizzate per eseguire questo taglio permettono di realizzare un diamante di bellezza superiore.

    I diamanti "taglio ideale" sono normalmente molto più costosi di quelli tagliati diversamente. Ciò è dovuto a tre fattori principali: 1) sono necessari più tempo e una maggiore abilità per tagliare un diamante con tale precisione, 2) sono pietre molto richieste, e forse, cosa più importante, 3) è necessario sacrificare una buona parte del diamante grezzo originale per ottenere le proporzioni ideali.

    Taglio ottimo:
    Diamanti tagliati secondo proporzioni che corrispondono esattamente ai requisiti di profondità % e tavola %. Queste proporzioni fuori del comune massimizzano il fuoco e la brillantezza del diamante.

    Taglio buono:
    Diamanti tagliati secondo proporzioni accettabili ma non ideali. Queste pietre presentano generalmente un buon livello di brillantezza e fuoco, e costituiscono gioielli di ottima qualità.

    Taglio standard:
    Diamanti tagliati secondo proporzioni che si discostano da quelle ideali. Sono stati tagliati in modo da recuperare più peso possibile dalla pietra grezza a discapito del fuoco e della brillantezza. Nonostante siano meno costosi dei diamanti tagliati secondo un taglio ottimo o buono, non hanno la brillantezza e lo scintillio che ci si aspetterebbe da un diamante.

    Taglio mediocre:
    Diamanti tagliati secondo proporzioni che li fanno apparire relativamente poco brillanti. Non raccomandiamo queste pietre per gioielli di qualità superiore.

    Profondità:
    L'altezza di un diamante misurata dal castone (faccia inferiore) alla tavola (faccia superiore).

    Profondità %:
    L'altezza di un diamante misurata dal castone alla tavola, diviso per la larghezza del diamante. La profondità % è critica per la brillantezza e il fuoco di un diamante. Una profondità % troppo bassa o troppo alta provocherà uno sparpagliamento della luce uscente dalla pietra, con conseguente diminuzione dello scintillio.

    Eye Clean:
    Un diamante che non presenta inclusioni visibili a occhio nudo, ossia senza difetti a occhio nudo. Questo è particolarmente vero per tutti i diamanti con un livello di purezza SI-1 o superiore.

    Faccetta:
    Le superfici piane levigate di un diamante. Ad esempio, un diamante con taglio a brillante rotondo è costituito da 58 faccette, quando si considera anche il castone.

    Fuoco:
    Luce colorata riflessa da un diamante. La luce bianca che passa attraverso una pietra viene separata nei colori dell'arcobaleno proprio come un prisma. Un buon fuoco si può ottenere soltanto con un taglio eseguito secondo ottime proporzioni. In commercio il fuoco viene talvolta chiamato "rifrazione" o più spesso "dispersione".

    Fluorescenza:
    Scintillio, solitamente di colore bluastro che emana da certi diamanti quanto vengono esposti a luce ultravioletta. Si dovrebbe evitare una fluorescenza troppo forte. Una fluorescenza debole in genere non ha influenza sull'aspetto di un diamante. Alcuni clienti preferiscono pietre con una fluorescenza blu debole o moderata poiché questa può far apparire più bianco alla luce del giorno un diamante giallognolo, meno costoso.

    Cintura:
    La stretta striscia intorno alla circonferenza esterna di un diamante. Il gioielliere tiene di solito il diamante per la cintura. Le cinture possono essere grezze (sembrano smerigliate) o sfaccettate (levigate come il resto del diamante). Entrambe vanno bene poiché la differenza rispetto alla bellezza complessiva della pietra è minima.

    Inclusione:
    Una contaminazione presente in un diamante, ad esempio una macchia o un'irregolarità nella struttura cristallina della pietra. Le inclusioni comprendono le nuvole, le fratture, un altro diamante più piccolo all'interno del più grosso, un'inclusione di liquido, ecc. Le inclusioni possono essere visibili ad occhio nudo (normalmente le pietre con livelli di purezza SI-3 e inferiori) o sotto ingrandimento. Un minor numero di inclusioni significa un maggior livello di purezza, ossia una pietra di maggior rarità dal costo superiore.

    Proporzioni di taglio:
    La qualità della finitura e le proporzioni di un diamante lavorato. Buone proporzioni di taglio permetteranno di aumentare la brillantezza e il fuoco. Proporzioni mediocri diminuiranno lo scintillio e il fuoco a causa della diminuzione di luce nell'attraversare la pietra.

    Padiglione:
    La metà inferiore di un diamante, dalla cintura inferiore al castone sulla punta inferiore. Se il padiglione è troppo alto o troppo basso, si avrà sparpagliamento della luce, con conseguente diminuzione del fuoco e della brillantezza.

    Punto:
    Una misura di peso dei diamanti. Un punto equivale a 1/100° di carato. Un diamante che pesa 0,50 carati si dice che pesa 50 punti. Questo non si riferisce al numero di faccette.

    Lucentezza:
    Un modo di classificare la finitura esterna di una pietra. Il livello di lucentezza varia da mediocre ad eccellente. è fondamentale avere una buona lucentezza per massimizzare la brillantezza di un diamante, ma occorre un occhio esperto per vedere la differenza tra vari livelli di lucentezza. è normale avere faccette supplementari per rimuovere parte di una irregolarità, come nel caso delle tracce granulose, visibili solo con la lente d'ingrandimento o al microscopio.

    Scintillio:
    La combinazione di fuoco (dispersione) e brillantezza. La quantità di luce che viene riflessa da un diamante quando viene spostato. Talvolta viene indicato con "scintillazione", specialmente dai vecchi commercianti, ma anche da noi.

    Simmetria:
    Una classificazione dell'uniformità complessiva del taglio di una pietra, che può variare da mediocre a ottima. Una simmetria mediocre inciderà sullo scintillio e sul fuoco di un diamante a causa della diminuzione di luce nell'attraversare la pietra. Raccomandiamo unicamente diamanti con un livello di simmetria da buono a ottimo.

    Tavola:
    La grande faccetta piana superiore di un diamante. Se la tavola è troppo grande o troppo piccola, il diamante non sarà ben proporzionato, a discapito del fuoco e della brillantezza.

    Tavola %:
    La larghezza della tavola divisa per il diametro totale del diamante. La tavola % è critica per lo scintillio e il fuoco di un diamante.







    IL LISTINO RAPAPORT E L'INDEX

      

    Martin Rapaport, (nella foto) un laureato GIA, membro del World Diamond Council, è l'inventore del Rapaport Diamond Report che è nella pratica il listino ufficiale dei prezzi standard dei diamanti in tutto il mondo. Dopo aver appreso l'attività nel settore dei diamanti grezzi a Anversa (Belgio), ha iniziato la sua carriera nel settore come broker di diamanti grezzi a New York nel 1970.

    Martin Rapaport ebbe il geniale intuito di formalizzare su carta quello che avveniva tutti i giorni a voce nelle sale degli scambi delle 3 borse più importanti dell'epoca: Anversa, Tel Aviv e New York. Fino a quel momento i prezzi erano ricavati dal mercato locale e quindi quello che era determinato in un certo ammontare ad Anversa, poteva tranquillamente divergere a New York. Esistono circa 16.000 tipologie di diamanti ed effettivamente sarebbe stato impossibile creare un listino specifico per così tante varietà.

    Nel 1978 ha pubblicato il Listino Prezzi dei Diamanti Rapaport (chiamato dai professionisti Rap List ), che è diventato la principale fonte per la formazione dei prezzi dei diamanti e per le informazioni di mercato per il commercio di diamanti. Nel corso degli anni, questo listino è diventato lo standard di riferimento del mercato: il Rapaport.

    Il Rapaport Diamond Report è un listino non pubblico e la sua consultazione è riservata e protetta da rigidi diritti d'autore. Tra i trader non sentirete mai chiedere il prezzo di un diamante, ma piuttosto: "…quanto rispetto alla lista?". Il Rapaport Diamond Report indica il prezzo sul quale basare le trattative e questo significa che, in considerazione delle specifiche proprietà gemmologiche di un diamante, il suo prezzo finale verrà determinato a premio (o a sconto) rispetto a quanto indicato sul listino. Ogni diamante è differente da un altro ed il prezzo deve riflettere le caratteristiche positive e negative tradotte ed applicate sul prezzo di riferimento del Rapaport Diamond Report. Questo esercizio d'interpretazione, può essere effettuato solo da "diamantaire" professionisti ed una errata applicazione di questi principi potrebbe generare perdite importanti di denaro per chi compra o per chi vende.



    Questo listino viene pubblicato ogni giovedì pomeriggio in USA e riporta i prezzi distinguendo i diamanti per categorie secondo il colore, la purezza ed il peso. A questi parametri va aggiunto il giudizio delle caratteristiche del taglio, che sono interpretabili soltanto da esperti che hanno la necessaria competenza ed esperienza per stimare e valutare in modo corretto anche le altre proprietà gemmologiche di un diamante come: l'impatto delle inclusioni sulla brillantezza del diamante, le proporzioni del taglio, il colore fondamentale del grezzo di provenienza, l'effetto della fluorescenza…ed anche il laboratorio gemmologico che ha emesso il certificato ha la sua incidenza sul prezzo.

    Oltre al listino Rapaport Diamond Report, che quota i diamanti all'ingrosso, esiste l'Idex Diamond Price Report pubblicato ogni mese che è il risultato di un'analisi statistica dei volumi delle vendite mondiali al dettaglio.

    Lo scopo di questa lista dei prezzi di vendita destinata ai consumatori - che si chiama DIAMOND RETAIL BENCHMARK (DRB) - è di stabilire un Benchmark price cioè un prezzo massimo del diamante al consumatore.

    Questa lista è redatta su dati di mercato oggettivi, trasparenti e controllati da rappresentanti di produttori, commercianti, negozianti e consumatori.









    STRUTTURA PROPRIETA'DEI DIAMANTI


    Cosa dire ancora della pietra più bella del mondo ?
    Analizziamo insieme la struttura chimico - fisica.

    Il diamante è una delle tante forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio; in particolare, il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio; durante milioni di anni cresce a strati monomolecolari, generando forme (ottaedri, cubi, dodecaedri, ecc.).



    Modello della struttura cristallina del diamante




    DIAMANTE                      GRAFITE




    La lunghezza del legame tra gli atomi di carbonio è di 1,54°. Essi sono organizzati in anelli esagonali non planari come quelli del cicloesano, con i legami carbonio-carbonio che si estendono anche tra i piani definiti dagli anelli esagonali. La densità è di 3,51 g/cm3, un valore abbastanza alto per una sostanza non metallica. Il cristallo puro è trasparente, con indice di rifrazione che varia da 2,465 a 397 nm, da 2,427 a 527 nm, da 2,417 a 589 nm, da 2,408 a 670 nm, e da 2,402 a 763 nm. La variazione dell'indice di rifrazione dall'UV all'IR rende il diamante 3 volte più dispersivo del vetro. La durezza del diamante è il valore massimo della scala di Mohs, cioè 10; ciò lo rende massimamente abrasivo, da qui il suo principale uso industriale. Al calor rosso, cioè a circa 870 °C, il diamante brucia, fornendo anidride carbonica; in assenza di ossigeno, sublima a circa 3500 °C.

    I diamanti hanno moltissime applicazioni, grazie alle loro eccezionali caratteristiche fisiche e chimiche. Le più rilevanti sono l'estrema durezza, l'elevato indice di dispersione ottica, l'altissima conducibilità termica, la grande resistenza agli agenti chimici e il bassissimo coefficiente di dilatazione termica, paragonabile a quello dell'invar. I diamanti sono altamente idrorepellenti: l'acqua non aderisce alla loro superficie, formando gocce che scivolano via facilmente. Un diamante immerso in acqua e poi estratto risulterà perfettamente asciutto. Al contrario i grassi, tra cui ogni tipo di olio, aderiscono molto bene alla loro superficie, senza peraltro intaccarli.

    La resistenza agli agenti chimici è molto elevata: i diamanti non sono intaccabili dalla maggior parte degli acidi e delle basi, anche in concentrazioni elevate.



    DUREZZA

    Non tutti i diamanti hanno la stessa durezza. I diamanti più duri provengono dall'area del New England nel Nuovo Galles del Sud (Australia). Questi diamanti sono in genere piccoli, di forma ottaedrica perfetta o semiperfetta, e sono utilizzati per lucidare altri diamanti. La loro durezza è considerata il risultato della modalità di accrescimento del cristallo, che è avvenuta in un'unica fase.
    La maggior parte degli altri diamanti evidenzia invece un accrescimento del cristallo in fasi successive, con inclusione di impurezze e la formazione di difetti nel reticolo cristallino e conseguente diminuzione delle caratteristiche di durezza.



    CONDUCIBILITA'

    Esistono o sono allo studio altre applicazioni specialistiche, compreso l'uso come semiconduttore: alcuni diamanti blu sono semiconduttori naturali, a differenza degli altri diamanti che invece sono eccellenti isolanti elettrici. Il diamante esposto all'aria mostra in alcune condizioni un comportamento da conduttore sulla sua superficie. Il fenomeno venne scoperto da Maurice Landstrass e K. V. Ravi nel 1989. Nel dicembre 2007 un laboratorio del Case Western Reserve University di Cleveland ha dimostrato che la conducibilità avviene per mezzo di un film acquoso sottile deposto sulla superficie del diamante. Il film d'acqua scambia coppie di elettroni con la superficie rendendola conduttrice. Il diamante si dimostra un ottimo conduttore termico ma ad alta temperatura tende a decomporsi in semplice carbonio.



    TENACITA'

    La tenacità rappresenta la capacità di un materiale di assorbire energia in campo plastico, cioè di subire degli urti senza fratturarsi. La tenacità media del diamante naturale è stata misurata in 3,4 MN m-3/2, ma varia notevolmente in funzione della caratura (cioè del peso e quindi della grandezza) e della presenza di imperfezioni interne. Questo valore è buono e maggiore di tutte le altre gemme, ma inferiore a molti altri materiali. Come per ogni cristallo, la capacità di resistere agli urti varia grandemente a seconda del piano in cui è diretta la forza incidente. Un forte colpo di martello può comunque rompere facilmente un diamante, e anche urti accidentali possono danneggiarlo.

    RESISTENZA AL CALORE

    La resistenza al calore e al fuoco è molto elevata, ma dipende dalle dimensioni. Un comune diamante commerciale resiste alla fiamma viva in atmosfera fino a circa 1.520 °C; negli incendi la temperatura può raggiungere i 1.000 °C, ma non supera generalmente i 1.200 °C, per cui un diamante rimane inalterato. Viceversa una polvere fine di diamante è facilmente infiammabile a contatto di fiamma, bruciando senza lasciare residui e trasformandosi completamente in CO2.

    In assenza di fiamma il diamante brucia in atmosfera, con una debole fiamma azzurra, alla elevatissima temperatura di circa 3.550 °C. In atmosfera di ossigeno brucia a circa 800 °C. Nel vuoto o in atmosfera inerte il diamante si trasforma in grafite per temperature superiori a 1.900 K (circa 1.600 °C).









    TRATTAMENTI, IMITAZIONE E SINTETICI

    Diamante Naturale Geologico


    Il diamante naturale, è un pietra che non ha subito nessun trattamento artificiale da parte dell'uomo, con il fine di migliorarne alterandolo sia il colore sia la purezza, per ricavarne esclusivamente un vantaggio economico.

    In natura il diamante esiste in diversi colori.
    Oltre al diamante bianco, esistono diamanti di colore giallo, arancio, marrone, rosa, viola, verde, blu ed anche rosso.
    I diamanti colorati sono denominati FANCY COLOURED DIAMONDS.
    A differenza del diamante bianco, è l'intensità del colore che definisce il prezzo del diamante colorato. La purezza è altrettanto importante, ma non sarà mai considerata come primo criterio di valutazione di un diamante colorato. A seconda dell'intensità del colore, i diamanti colorati possono essere raggruppati in quattro diverse categorie:

    Light, Fancy, Fancy Intense, e Fancy Vivid.

    Alcuni colori sono talmente rari da caratterizzare diamanti che possono quasi essere considerati come pezzi unici. Le variazioni di colore sono straordinarie e al giorno d'oggi si contano circa 350 diverse tonalità di colore nei diamanti.


    Diamanti colorati Naturali


        

    Il diamante è costituito da carbonio puro, ma in alcuni casi una piccolissima quantità di elementi estranei possono entrare nella struttura atomica al momento della formazione del diamante; tale imperfezione può causare un assorbimento parziale della luce bianca. Un esempio sono i diamanti gialli che contengono impurità di azoto, o gli azzurri che contengono boro o i diamanti grigi e violacei che contengono idrogeno. Radiazioni naturali posso alterare la struttura atomica dei diamanti causando variazioni nell'assorbimento dello spettro; tali alterazioni possono dare origine al colore verde. Una deformazione plastica causata da uno stress all'interno della struttura del diamante durante la sua formazione all'interno del mantello, può causare variazioni nell'assorbimento della luce. Questo fenomeno è chiamato graining; tali deformazioni non modificano le caratteristiche di un diamante ma ne possono far variare il colore: si possono formare in questo modo splendidi diamanti rosa, viola, rossi e bruni.



    Diamante Naturale Trattato nel Colore

    Queste pietre dette "diamanti naturali trattati "in realtà sul mercato dovrebbero costare sensibilmente meno di quelli non trattati.

    Diffidate se leggete "heated", "treated", "enhanced", vuol dire che la pietra ha subito trattamenti, miglioramenti di colore e di purezza artificialmente.
    I diamanti sintetici e/o i diamanti sottoposti a trattamenti, sono molto diffusi e riconoscere queste tipologie di pietre può essere molto difficile; pertanto sconsigliamo assolutamente di acquistare un diamante o ancora peggio una pietra sintetica o una imitazione, (anche se proposto come affarone ) da non professionisti del settore e senza un primario certificato ( I.G.I. H.R.D. G.I.A. ) che accompagni il diamante stesso esclusivamente sigillato in blister.
    Solo in questo modo ci possiamo mettere al riparo da brutte sorprese.
    La INTRADE S.A.S. Brand Modena Gioielli commercializza solo ed esclusivamente diamanti naturali certificati.

    Il Colore ( Color ), e la Purezza ( Clarity ) sono le due delle quattro C che determinano in modo predominante (circa per il 95 %b>) il prezzo della valutazione finale della pietra, sia che sia un diamante naturale, sia che sia un diamante naturale "trattato" a parità di ( Taglio ) e ( Peso )

    Naturalmente, tale trattamento artificiale migliorativo viene di solito applicato su pietre aventi colori bassi nella scala ( J-K-L. etc… ) e nella purezza ( SI2 /3 P.1-2-3-etc..); non avrebbe senso sui colori alti ( D-E-F-G ) e purezze alte ( IF-VVS1 etc..), perché tale tentativo di miglioramento su queste tipologie di pietre sarebbe segnalato ( in caso di analisi ) nel certificato facendone diminuire il valore, perché da Diamante Naturale diventerebbe un Diamante Naturale Trattato rendendo dubbia l'esistenza di un effettivo vantaggio economico derivato per tale trattamento.


    Diamanti Colorati Artificialmente

    Di molto minor valore commerciale risultano essere i diamanti colorati artificialmente mediante irradiazione; questa metodologia, che può essere utilizzata per dare colore a un diamante bianco oppure per accrescere la tonalità già naturalmente posseduta dal diamante, si basa sull'esposizione della pietra ad una fonte di raggi X per un tempo determinato. L'irradiazione danneggia il diamante a livello della sua superficie, se si tratta di irradiazioni con elettroni; se si irradia a neutroni si danneggia a livello reticolare.


    Colori artificiali

    Le pratiche di colorazione dei diamanti e delle pietre preziose in genere risalgono ad alcuni secoli addietro, si pensa almeno al secolo XVI.

    Persino il Cellini in un suo scritto esamina le procedure per tinteggiare i diamanti, anche se si tratta di tinte dall'effetto transitorio.

    È solo con l'irradiazione che si riesce ad alterare il colore di fondo dei diamanti in modo permanente. I diamanti possono essere trattati con il radio, esponendo cioè le pietre alle radiazioni di sali di radio o a quelle prodotte dal gas radon, oppure al bombardamento da parte di particelle subatomiche.

    Il radio è una sostanza costosissima e tra l'altro difficile da trovare, la sua manipolazione è molto pericolosa e la sua disponibilità in quantità utilizzabili risulta essere esclusivo appannaggio delle istituzioni scientifiche oppure dell'esercito.

    I diamanti trattati con il radio presentano una colorazione verde e l'analisi comunque riesce a rivelarne l'avvenuto trattamento. In più, c'è da dire che non è salutare portare con sé una gemma trattata in questo modo perché è radioattiva.


    Diamanti colorati - Irradiazione

    Oggi qualsiasi trattamento mediante irradiazione di una pietra per modificarne il colore è perfettamente sicuro e non è stata mai rilevata alcuna traccia di radioattività, una condizione ben diversa da quelle che noi ricordiamo in riferimento agli albori delle ricerche sul radio effettuate dai coniugi Curie e in particolare da Marie Curie, due volte premio Nobel, che morì proprio a seguito dell'eccessivo contatto con il radio.


    Americio 214

    Un altro processo, che tra l'altro è stato già brevettato in U.S.A., è il trattamento dei diamanti con utilizzazione di ossido polverizzato di Americio-214 che emette particelle alfa e consente al diamante di acquisire uno splendido colore verde senza alcuna traccia di radioattività; oltre a ciò, se questo diamante viene riscaldato a 540°C e lasciato per una mezz'oretta il suo colore si converte in un giallo dorato.


    Ciclotrone

    Nella colorazione dei diamanti un metodo scoperto negli anni Quaranta è quello di inserirli su una sonda posta nella camera a vuoto di un acceleratore di particelle o ciclotrone, di quelli utilizzati per le ricerche di fisica subnucleare. Il trattamento è costosissimo e comunque i diamanti assumono un colore bruno dorato o giallo con deboli riflessi verdi a forma triangolare che si mantiene molto bene se il diamante viene successivamente riscaldato per un breve periodo a circa 800°C. Questo tipo di trattamento dura da 15 minuti a due ore e non lascia alcun residuo di radioattività, anche se non penetra in profondità nella pietra. Infine, i diamanti sono stati trattati anche nei reattori nucleari bombardandoli con neutroni veloci; i colori ottenuti sono il verde, il giallo e il bruno, anche se, sempre dopo l'adeguato trattamento termico, questo tipo di diamanti porta una colorazione artificiale estesa uniformemente a tutta la massa della pietra al contrario di quanto accade con il ciclotrone in cui il colore è distribuito a macchie. Non presentano comunque alcun residuo di radioattività.


    Rivestimento

    Le colorazioni possono essere date dal rivestimento, che è una pellicola stesa sulle superfici esterne del diamante e che, oltre ad essere di scarso pregio, è facilmente riconoscibile scalfendo una delle superfici con una punta di metallo e dall'irradiazione che è in grado di cambiare la capacità di assorbimento della luce a cura del reticolo cristallino. La pratica di colorazione con irradiazione è oggi universalmente accettata principalmente per i bassi costi di produzione.


    Radiazioni

    Le radiazioni si distinguono in tre tipi, detti alfa, beta e gamma, lettere dell'alfabeto greco usate al solo fine di distinguerle tra loro; ciascuna radiazione si differenzia dall'altra per il tipo diverso di decadimento fisico dell'atomo che la produce ma, comunque, l'importante è sapere che le radiazioni di tipo alfa producono sul cristallo del diamante una leggerissima patina di colore verde che può essere tranquillamente grattata via con le normali operazioni di politura, mentre un'esposizione del cristallo a radiazioni di tipo beta oppure gamma lo colorano di verde anche negli strati più profondi, dichiarando poi il verde meraviglioso quale quello che appartiene al Dresden Grün.


    Neutroni

    Un altro modo per ottenere una colorazione veramente uniforme è il bombardamento con neutroni in quanto queste particelle, non avendo carica elettrica, penetrano in profondità nella pietra; con questo tipo di esposizione, si possono ottenere diverse colorazioni a seconda del tempo di esposizione.

    Poiché le colorazioni di un diamante - anche quelle artificiali - sono dovute alle modificazioni della sua struttura cristallina, il fattore temperatura può influire enormemente sul colore delle pietre, sia a livello della loro formazione geologica, sia a livello di una loro colorazione artificiale.

    A questo proposito sappiamo che un aumento sostanzioso di temperatura può alterare i colori dei diamanti irradiati, per cui anche durante una riparazione della montatura la fiamma del cannello potrebbe indurre un cambiamento della colorazione e questo è un pericolo che si può correre anche in casa, avvicinando per troppo tempo inavvertitamente il diamante ad una fonte di calore.

    I ricercatori e gli scienziati del GIA, dopo uno studio durato tre anni su oltre 1000 pietre hanno elaborato un sistema che consente più facilmente di distinguere tra diamanti naturali, diamanti artificiali e diamanti trattati con colore. Questo tipo di studi è veramente molto utile anche per l'utente pratico, che potrebbe essere ad esempio il singolo punto vendita, ma si tratta di ricerche costosissime proprio per la difficoltà di trovare diamanti colorati da studiare.


    Diamante Trattato nella Purezza

    I Diamanti naturali, possono essere migliorati nella purezza .
    Generalmente le pietre trattate vengono vendute senza certificato gemmologico, e sta nella professionalità del commerciante rendere il cliente consapevole dei trattamenti ricevuti dal diamante. Alcuni diamanti che originariamente presentano delle inclusioni scure (pirite magnetica e magnetite) sarebbero difficili da vendere. Per rendere queste gemme più appetibili vengono usati vari trattamenti.

    Tramite l'utilizzo del laser è possibile procedere alla foratura del diamante, sino all'eliminazione delle inclusioni. I canali di foratura successivamente vengono riempiti  con cere o resine sintetiche, con rifrangenza simile a quella del diamante, quindi tali da non essere facilmente riconoscibili se non da occhio esperto. Anche il metodo sviluppato dall'Israeliano Zvi Yehuda, metodo che utilizza olio di silicio ad alte temperature e pressioni per riempire le fratture, ha lo stesso scopo di rendere meno visibili le inclusioni presenti nei diamanti.
    Con l'utilizzo di un ingrandimento si possono trovare, non sempre facilmente, le tracce dei trattamenti per riempimento.


    DIAMANTI SINTETICI



    Con l'espressione diamante sintetico si intende un diamante prodotto attraverso un processo tecnologico; al contrario, i diamanti naturali sono prodotti da un processo di natura geologica. Il diamante sintetico è anche conosciuto come diamante HPHT o CVD, sigle che ne denotano il metodo produttivo: High-Pressure High-Temperature (sintesi ad elevata pressione e temperatura) e Chemical Vapor Deposition (sintesi a deposizione chimica da vapore).
    Nel 1940, la ricerca sistematica ha avuto inizio negli Stati Uniti, Svezia e Unione Sovietica per sviluppare diamanti usando processi CVD e HPHT. La prima sintesi riproducibile è stata segnalata intorno al 1953. Questi due processi continuano a dominare nella produzione del diamante sintetico. Un terzo metodo, noto come Detonation Synthesis, è entrato nel mercato dei diamanti alla fine del 1990. In questo processo, granelli di diamante di dimensioni nanometriche vengono creati in una detonazione di esplosivi contenenti carbonio. Un quarto metodo, trattando grafite con ultrasuoni ad alta potenza è stato sperimentato in laboratorio, ma attualmente non ha applicazioni commerciali. Le proprietà del diamante sintetico dipenderanno dai dettagli dei processi produttivi, e possono essere inferiori o superiori a quelli del diamante naturale; la durezza, la conducibilità termica e la mobilità degli elettroni sono superiori in alcuni diamanti sintetici (sia HPHT che CVD ).
    Ancora una volta l'analisi di un primario Istituto ci permetterà di avere la massima garanzia.


    DIAMANTE IMITAZIONE

    Materiale Specifico Durezza Mohs Resistenza Indice di
    Rifrazione
    Birifrangenza Dispersione Peso
    specifico
    Diamante 10,00 da buona a eccellente 2,417 nessuna 0,044 3,52
    Moissanite 9,25 eccellente 2,648
    2,691
    0,043 0,104 3,22
    Corindone 9,00 eccellente 1,770
    1,762
    0,008
    0,010
    0,018 4,00
    Zirconia 8,00-8,50 buona da 2,150
    a 2,180
    nessuna 0,058-0,066 5,56-6,00
    Granato di Ittrio e Alluminio (YAG) 8,50 buona 1,833 nessuna 0,028 4,55
    Spinello Sintetico 8,00 buona 1,728 nessuna 0,020 3,64
    Granato di Gadolinio e Gallio (GGG) 6,50 da povera a buona 1,970 nessuna 0,045 7,05
    Rutilo Sintetico 6,00-6,50 povera 2,616
    2,903
    0,287 0,330 4,26
    Titanato di stronzio 5,00-6,00 povera 2,409 nessuna 0,190 5,13



    La tabella riporta le più diffuse gemme, naturali e artificiali, che si possono confondere con il diamante, ordinate in base a quell'importante fattore di discriminazione rappresentato dall'indice di rifrazione. Alcune imitazioni (vedi spinello sintetico, zaffiro bianco, corindone sintetico incolore, ecc.) hanno un indice di rifrazione leggibile sul rifrattometro, al contrario del diamante.
    Infatti il diamante ha un I.R. = 2,41 , che é fuori scala.
    Esistono tuttavia altre tipologie di imitazione del diamante, caratterizzate da valori dell'indice di rifrazione superiori a 1,81 per le quali l'uso del rifrattometro convenzionale non è ovviamente utile.
    Si tratta, in particolare, della fabulite (titanato di stronzio), del G.G.G. (granato di gallio e gadolinio), del rutilo sintetico, dello Y.A.G. (granato di ittrio e alluminio), dello zircone e della zirconia cubica.




    ZIRCONIA CUBICA

    Molto spesso oggi, quando si sente parlare di zircone, viene subito in mente una pietra per aspetto molto simile al Diamante.
    Il zirconia cubica, noto come zircone, è un materiale artificiale creato in laboratorio ed usato largamente in gioielleria in quanto molto luminoso come aspetto e disponibile in tutte le tonalità di colore. 
    In realtà ben pochi sanno che lo Zircone naturale esiste, ed è una gemma bellissima, che venne classificata ufficialmente ad opera dello scienziato Martin Heinrich Klaproth nel 1789.






    Lo Zircone appartiene alla famiglia dei neosilicati, ovvero contiene sia silicio che ossigeno nella sua composizione chimica oltre a afnio, ittrio, uranio e zirconio, un metallo bianco-argenteo simile al titanio (il suo nome tecnico, infatti, è silicato di zirconio). Alcuni esemplari di zircone, durante la fase di crescita, subiscono un processo di irraggiamento che ne causa la rottura della struttura cristallina. Queste pietre, che prendono il nome di zirconi metamittici o zirconi bassi, vengono spesso sottoposte a trattamenti termici per essere stabilizzate ed immesse nel mercato.

    Gli zirconi con una struttura interna intatta, invece, vengono definiti zirconi alti. Dal momento che la maggior parte degli zirconi in commercio viene sottoposta a trattamento termico, al fine di uniformarne il colore e aumentarne la trasparenza, è da ricordare di non esporre troppo tali gemme alla luce diretta dei raggi solari al fine di non rischiare una decolorazione.

    È agevole, però, discriminare il rutilo sintetico e lo zircone considerando la loro elevata birifrangenza che provoca lo sdoppiamento degli spigoli del padiglione quando queste gemme sono osservate attraverso la corona. Le restanti imitazioni si riconoscono per l'elevato valore del peso specifico, nettamente superiore a quello del diamante. Infatti, immergendole in ioduro di metilene (p.s.= 3,33), la loro velocità di caduta risulta sensibilmente superiore a quella del diamante. Inoltre, se tali imitazioni vengono osservate mentre sono immerse in questo liquido, si nota che lo Y.A.G. scompare quasi totalmente, mentre il G.G.G., la fabulite e la zirconia cubica non presentano variazioni sensibili delle caratteristiche ottiche.


    MOISSANITE

    Comparsa di recente sul mercato, la MOISSANITE sintetica costituisce una pericolosa imitazione del diamante perché alcune delle sue caratteristiche si allontanano considerevolmente dalle imitazioni finora considerate. La durezza, innanzitutto, è decisamente elevata (9,25 circa, superiore quindi a quella dei corindoni e del cubic zirconia) e la densità, che con un valore di 3,25 si avvicina molto a quella dei diamanti.




    Moissanite
    Durezza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .9
    Indice di rifrazione. . . . . . .2,65 - 2,70
    Peso specifico.. . . . . . . . . . . . .3, 2

    Nei laboratori dell'Università del North Carolina è stato creato questo nuovo materiale sintetico incolore di carbonio e silicio e la sua controparte naturale è stata trovata per ora solo nelle meteoriti.
    Si tratta di una perfetta imitazione del diamante.
    Le inclusioni sono attualmente meno visibili rispetto alle Moissaniti prodotte alcuni mesi fa. Tra alcuni mesi con il miglioramento del prodotto, la purezza delle pietre sarà paragonabile al grado IF-VVS1 della scala di valutazione del diamante.

    La lucentezza è subadamantina ( adamantina è quella del diamante ), la brillantezza è simile a quella del diamante. La Moissanite sintetica ha una colorazione variabile: grigio, verde, giallo e marrone e quindi spesso non è facile determinare la gradazione del colore con le master stones utilizzate per il diamante.

    Alcune tonalità di colore della Moissanite, soprattutto la verde, non è comune nel diamante.
    Le prime Moissaniti sintetiche commercializzate nel marzo del 1989 erano paragonabili al grado N - P - O della scala del diamante e con una colorazione decisamente verde azzurra. Oggi si è passati ed una gradazione J - L - M con una colorazione gialla o grigia. Per il prossimo anno è previsto un miglioramento con il raggiungimento del grado I forse anche H. Attualmente non è ancora conosciuto il limite di colore bianco raggiungibile.
    Il colore della Moissanite sintetica, sotto un'illuminazione ordinaria naturale o artificiale e specialmente quando è montata su gioielli, appare con una luminosità migliore rispetto a quella del diamante di uno stesso grado di colore.
    Questa differenza ha due origini: la prima si nota nelle Moissaniti con dominante grigia, che non hanno quella tipica tonalità lievemente gialla dei diamanti della serie Cape; la seconda deriva dall'alta dispersione della Moissanite sintetica: il suo fuoco crea una impressione di "bianco ".



    Alcune caratteristiche fisiche sono molto simili a quelle del diamante tanto da rendere, a volte, difficile l'immediata identificazione. Infatti i normali e noti test sui diamanti che provano la conducibilità termica non arrivano a distinguerla, il peso specifico è leggermente inferiore come pure la durezza (più duro del corindone), mentre leggermente superiore è l'indice di rifrazione.

    La sola osservazione al microscopio o alla lente, per un occhio più esperto, è sufficiente per notare la forte doppia rifrazione e stabilire quindi che non si tratta con certezza di diamante, a tal proposito l'uso del semplice polariscopio sarebbe sufficiente per identificarla (attenzione alla birifrangenza anomala del diamante).

    Altra caratteristica visiva, per l'occhio esperto, diversa dal diamante è la forte dispersione che presenta questa pietra; tale proprietà produce un "fuoco" più intenso del diamante.

    Attualmente la moissanite viene commercializzata in caratura fino ai 30 punti. Per permettere una sua rapida distinzione dal diamante è già stato messo a punto un apposito strumento; ovviamente le classiche analisi spettrofotometriche sono in grado, con la massima certezza, di risolvere ogni dubbio.







    DIAMANTI FAMOSI




    GRAN MOGOL
          

    Si tratta di pietre con particolare importanza storica, celebri per il loro notevole peso, per il taglio o per la rara colorazione, facenti parte generalmente dei tesori di famiglie regnanti.
    Tra i più famosi annoveriamo il Gran Mogol, del peso grezzo iniziale di 787 carati. Proveniente dall'India, la gemma è di colore bianco e dalla forma di mezzo uovo. Il taglio a rosa, eseguito da un tagliatore italiano, ne ridusse notevolmente il peso a 280 carati. Non si conosce la sorte di questa pietra, c'è chi afferma che essa sia conservata tra i tesori di qualche principe indiano.





    Un altro famoso diamante è l'Orlov, il cui peso è indicato intorno ai 189,60 carati. La sua forma è simile a quella del Gran Mogol a mezzo uovo, è tagliato a rosa ed ha una particolarissima colorazione blu-verde. La provenienza è indiana ma in seguito divenne il più grande diamante della Corona di Russia e fu montato alla sommità dello scettro imperiale. Oggi si pensa che esso sia custodito dal governo russo a Mosca, presso il Cremlino, nel Tesoro dei diamanti appartenuti allo Zar.


          
    ORLOV





          

    Sempre di provenienza indiana è il Darya-i-Nur (mare di luce), pietra trasparente dallo splendido colore rosa pallido, pura, di forma quasi rettangolare. Il suo peso si aggira tra i 175 e i 195 carati. Incastonata in un ornamento regale, fu indossata dallo Scià di Persia il giorno della sua incoronazione nel 1967.






    Citiamo fra gli altri anche il Koh-i-noor, "montagna di luce". La pietra, di colore grigio, era dapprima a forma di rosa e pesava 186 carati. In seguito fu fatta ritagliare con taglio a brillante e divenne di 108,93 carati. Nonostante il nuovo taglio, la pietra risulta ancora imperfetta per via della sua forma troppo piatta. Proveniente dalla miniera di Kollur in India, pare che pesasse allo stato grezzo circa 800 carati.


          
    KOH-I-NOOR





    BRIOLETTE
          

    La Briolette, di origine indiana, è una gemma purissima a forma di goccia allungata, armonicamente sfaccettata. Il suo taglio, infatti, sebbene risalga a otto secoli fa, è talmente perfetto da far pensare all'uso di tecniche moderne.






    Lo Shah, di carati 88,70, è invece uno dei pochi diamanti incisi. La pietra attualmente è in possesso del governo russo ma la sua storia è in gran parte ignota. Le tre incisioni persiane che figurano su facce diverse, assumono una grande importanza storica, poiché si riferiscono a tre date piuttosto antiche e ai relativi possessori della pietra. La sua forma somiglia a quella di un prisma allungato e la sua colorazione assume dei toni giallo-bruni che si ritengono essere provocati da presenza di ossido di ferro.


          
    SHAH





    PASHA OF EGYPT
          

    Un'altra bellissima pietra è il Pasha of Egipt, considerata tra le più meritevoli del Tesoro egiziano, di circa 40 carati, tagliata a forma ottagonale. Apparve in Inghilterra ove fu acquistata da un anonimo.






    Un esempio di qualità e taglio perfetti, è rappresentato dal Regent, una tra le più belle pietre esistenti. Limpidissima, dalle sfumature blu, fu acquistata in India da Thomas Pitt, mercante inglese che la fece tagliare ottenendo una gemma a forma di cuscino del peso di carati 140,5. Successivamente la vendette alla Corona di Francia dove fu coinvolta nelle numerose vicende politiche del paese, in special modo dopo la Rivoluzione. Oggi si trova esposta al museo del Louvre.


          
    REGENT





    TIFFANY
          

    Il più grande diamante dalla colorazione giallo-oro è il Tiffany, di carati 128,51. Fu ritrovato nella miniera di Kimberley, in SudAfrica, e in seguito fu tagliato a cuscino e acquistato a Parigi dalla Tiffany & Co. di New York che lo possiede tuttora.






    Estratto in Sudafrica, il Cartier pesava originariamente 240,80 carati. Il gioielliere Harry Winston, che lo acquistò nel 1967, lo fece ritagliare, ricavandone più pietre di cui una bellissima a forma di goccia (69,42 ct.) di colore bianco. Il suo nome si tramutò in Taylor-Burton quando Richard Burton la acquistò per regalarla alla moglie Elisabeth Taylor che sembra esserne ancora oggi la proprietaria.


          
    TAYLOR-BURTON





    CULLINAN
          

    Provenienti dai giacimenti sudafricani citiamo i due diamanti allo stato grezzo più grandi che siano stati trovati. Il primo è il Cullinan, di carati 3106, così denominato in onore di Sir Thomas Cullinan, Presidente della Compagnia Premier Diamond Mine, scoperta nel 1902. Incolore, tendente al bianco-blu, questa enorme e bellissima pietra fu tagliata in due parti: dalla prima, denominata Cullinan I, si ottenne un diamante a goccia di 530,20 carati, dalla seconda, il Cullinan II, un altro magnifico diamante a forma rettangolare con angoli smussati, di 317,40 carati. Della restante parte si ottennero ben 103 pietre del peso complessivo di carati 1063,60. Le prime due adornano rispettivamente lo scettro e la corona del re d'Inghilterra, gli altri fanno parte anch'essi del tesoro inglese.






    Il secondo grande grezzo, sempre di provenienza sudafricana, è l'Excelsior, di carati 995,20. La gemma, incolore, fu divisa in dieci pietre dal taglio perfetto per un peso complessivo di carati 373,75. Si dice che molte di queste pietre furono acquistate dal gioielliere Tiffany, mentre secondo altre fonti, farebbero parte della corona inglese.


          
    EXCELSIOR





    HOPE
          

    Il nostro viaggio tra i diamanti celebri si conclude con l'Hope, pietra rarissima del peso di carati 44,50. Trasparente e pura la gemma ha un taglio a brillante non perfetto, tuttavia ciò non diminuisce affatto la sua misteriosa bellezza. Nonostante la sua magnifica colorazione azzurro-zaffiro la pietra fu avvolta da una strana leggenda per cui questo diamante recava disgrazia a chi lo possedeva. Si credeva, infatti, che esso fosse scomparso con l'ultimo proprietario, nel famoso disastro del transatlantico Titanic. La verità sul diamante si conobbe nel 1950, quando una rivista americana pubblicò un articolo dichiarando che la pietra era stata venduta da un certo McLean, nel 1947, al grande gioielliere americano Harry Winston di NewYork.
    Nel 1958 Winston donò l'Hope alla Smithsonian Institution dove è tuttora esposta.








    DIAMANTI ETICI E CONFLICT DIAMONDS

    ANGOLA

    Nel 1998 le Nazioni Unite imposero delle sanzioni in Angola che proibivano alle altre nazioni l'acquisto di diamanti. Questa fu la prima risoluzione che citava esplicitamente i diamanti tra i finanziamenti di guerra. I rapporti stimarono che circa il 20% della produzione negli anni '90 venne venduta per scopi illeciti e il 15% per scopi bellici. Il World Diamond Council stimò che nel 1999 il mercato di diamanti illegali rappresentava circa il 3,06% della produzione mondiale e nel 2004 la percentuale si è ridotta a circa l'1%.


    SIERRA LEONE

    A seguito delle preoccupazioni internazionali per il ruolo svolto dal traffico di diamanti nel conflitto nella Sierra Leone, il consiglio di sicurezza adottò la risoluzione 1306 il 5 luglio 2000 che imponeva il bando dell'importazione diretta o indiretta di diamanti grezzi non controllata dal governo dalla Sierra Leone attraverso l'uso di un certificato di provenienza. L'embargo degli armamenti e delle forze non governative nel paese era già in atto attraverso la risoluzione 1132 dell'8 ottobre 1997.

    Il 31 luglio 2000 e il 1 agosto 2000, l'ambasciatore Anwarul Karim Chowdhury, presidente del Comitato del Consiglio di Sicurezza formato in seguito alla risoluzione 1132 (1997) riguardante la Sierra Leone, presiedette la prima udienza pubblica del Consiglio di Sicurezza a New York, a cui erano presenti i rappresentati degli stati membri, delle organizzazioni regionali, delle organizzazioni non governative, dell'industria dei diamanti e altri esperti. In questa udienza venne illustrato il collegamento tra il mercato illegale di diamanti e il mercato degli armamenti. Vennero inoltre discussi i mezzi per sviluppare un'industria di produzione dei diamanti lecita e sostenibile nella Sierra Leone.


    LIBERIA

    Dal 1989 al 2003 scoppiò una guerra civile in Liberia. Nel 2000 le Nazioni Unite accusarono il presidente Charles Taylor di sostenere la rivolta del RUF in Sierra Leone con armamenti.

    Nel 2001 vennero applicate le sanzioni e nel 2003, Taylor rassegnò le dimissioni come presidente. Dopo essere stato esiliato in Nigeria è in attesa di affrontare un processo all'Aia. Il 21 luglio 2006 si è dichiarato non colpevole dell'accusa di crimini contro l'umanità e crimini di guerra.

    Attualmente la Liberia è in pace e sta tentando di costituire una industria dei diamanti legale. Le Nazioni unite hanno ritirato le sanzioni e ora il paese è membro del processo di Kimberley.


    COSTA D'AVORIO

    La Costa d'Avorio iniziò negli anni '90 a sviluppare una industria dei diamanti. Nel 1999 un colpo di stato rovesciò il governo, dando vita ad una guerra civile. Il paese divenne una rotta per l'esportazione di diamanti dalla Liberia e iniziarono ad essere ritirati gli investimenti esteri. Per bloccare il mercato illegale, la nazione fermò tutte le miniere di diamanti e il consiglio di sicurezza mise al bando ogni esportazione di diamanti nel dicembre 2005.


    REPUBBLICA DEL CONGO

    La Repubblica del Congo affrontò nel 2004 le sanzioni delle Nazioni Unite poiché, nonostante non possedesse una industria dei diamanti ufficiale, il paese esportava grandi quantità di diamanti di origine imprecisata.


    REGOLAMENTAZIONE MONDIALE MERCATO DEI DIAMANTI

    Anche se le Nazioni Unite identificarono per la prima volta nel 1998 il problema del finanziamento dei conflitti attraverso il traffico dei diamanti, fu l'industria a fare i primi passi per affrontare questo problema attraverso la costituzione di un processo che permettesse di certificare l'origine di un diamante. Nel maggio del 2000 i paesi produttori di diamanti si incontrarono a Kimberley, in Sudafrica, per stabilire un sistema per contrastare il mercato illegale e assicurare ai compratori di diamanti la provenienza lecita delle pietre acquistate.

    Il 19 luglio 2000 il World Diamond Congress adottò una risoluzione per rafforzare la capacità dell'industria di bloccare le vendite di diamanti illegali. La risoluzione chiedeva un sistema internazionale di certificazione per l'esportazione e l'importazione di diamanti, l'adeguamento della legislazione di tutti i paesi per accettare solo confezioni di pietre con sigilli ufficiali, permettendo in tal modo l'incriminazione dei paesi che trafficano illegalmente e istituire un bando da tutte le borse dei diamanti della World Federation of Diamond Bourses di chiunque commerci illegalmente diamanti.

    Il 17 e 18 gennaio 2001 l'industria costituì il World Diamond Council . Questo organismo è stato creato per ideare un processo in grado di certificare la provenienza lecita di tutti i diamanti grezzi.








    KIMBERLEY PROCESS

    Dopo l'approvazione delle Nazioni Unite il 13 marzo 2002 a novembre, dopo due anni di negoziati tra governi, produttori di diamanti e organizzazioni non governative venne creato il Kimberley Process Certification Scheme (KPCS).

    Il Kimberley Process (KPCS) è un accordo di certificazione volto a garantire che i profitti ricavati dal commercio di diamanti non vengano usati per finanziare guerre civili. L'accordo è stato messo a punto e approvato con lo sforzo congiunto dei governi di numerosi paesi, di multinazionali produttrici di diamanti, e della società civile.



    I requisiti che uno stato deve soddisfare per poter partecipare allo schema di certificazione sono
    • che i diamanti provenienti dal paese non siano destinati a finanziare gruppi di ribelli o altre organizzazioni che mirano a rovesciare il governo riconosciuto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
    • che ogni diamante esportato sia accompagnato da un certificato che provi il rispetto dello schema del Kimberley Process
    • che nessun diamante sia importato da, o esportato verso, un paese non membro del Kimberley Process.

    Il Kimberley Process Certification Scheme (KPCS) si è trasformato in un meccanismo efficace per arginare il commercio dei diamanti insanguinati ed è riconosciuto come l'unico strumento di prevenzione per promuovere la pace e la sicurezza nei paesi coinvolti. Gli sforzi congiunti dei governi, delle aziende leader del settore e dei rappresentanti della organizzazioni hanno attivato il processo di Kimberley (KP) per limitare il flusso di diamanti insanguinati ed hanno ottenuto risultati significativi in un periodo di tempo molto breve. Esperti nel settore stimano che i diamanti insanguinati ora rappresentano meno del 1% del commercio internazionale di diamanti. Questo rappresenta un grosso traguardo se si confrontano le stime (fino al 15%) del 1990.

    Il documento KPCS stabilisce i requisiti di controllo della produzione e il commercio di diamanti grezzi. Il KPCS è entrato in vigore nel 2003, quando i paesi partecipanti iniziarono ad attuare le sue regole.


    Il processo di Kimberley (KP) è aperto a tutti i paesi che sono disposti e sono in grado di attuare le sue regole.
    A partire dal novembre 2008, il KP comprende 49 membri in rappresentanza di 75 paesi.
    La Comunità europea e i suoi Stati membri, contano come un singolo partecipante.


    I PAESI ADERENTI AL KP



 



   Quotazioni del 22/09/2020